Saponara è sicuro: «Samp, fidati di me»

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© foto SampTV

Saponara si racconta tra insicurezze passate e maturazione: «La testa è un’arma in più sul campo»

Riccardo Saponara ha già fatto il suo esordio con la maglia della Sampdoria nella partita disputata contro l’Udinese e si augura di sperimentare dal primo minuto la spinta del “Ferraris” contro il Napoli. Il trequartista, sulle pagine del Secolo XIX, non nasconde il suo carattere sensibile e la voglia di lavorare sulla testa per migliorare anche le prestazioni in campo: «La testa è fondamentale, mi sorprende che nel calcio venga ancora tanto sottovalutato e snobbato questo aspetto di un calciatore. Per me è il primo punto su cui lavorare per crescere e migliorare. Mi dà fastidio che venga vista solo come una debolezza. In passato mi ha creato difficoltà però lavorandoci, imparando ad accettarla e a riconoscerla, può diventare una grande arma sul campo. Ho lavorato con un mental coach per 3 o 4 anni, fino al 2014 prima che andassi via dal Milan. Ora lavoro con una psicologa con la quale ho raggiunto ottimi risultati».

L’arrivo alla Sampdoria ha significato il ritrovare Marco Giampaolo e Lorenzo Tonelli: «Eldo Bencini, l’uomo che mi scoprì, mi ripeteva che conosceva un direttore sportivo importante, il migliore. Voleva presentarmi a lui, mi diceva che gli sarei piaciuto e che mi avrebbe apprezzato. Si chiamava Walter Sabatini, ora lo ritrovo alla Samp. Un cerchio che si chiude. Giampaolo ha le stesse metodologie e ideologie di Empoli. Penso che lui ritrovi un ragazzo cresciuto. Abbiamo avuto poco tempo finora per confrontarci. Ma credo che dopo dieci giorni di allenamenti lui abbia notato una mia crescita personale. Ritrovare Tonelli non è stato un incentivo in più per scegliere la Samp, ma un modo per essere più rilassato sapendo di avere un amico vero con cui condividere i primi momenti a Genova».

Saponara è ricordato dai tifosi partenopei come uno dei giocatori che ha strappato dalle mani lo scudetto al Napoli: «Quando incontro dei napoletani mi rinfacciano sempre quella partita. Ricordo la tensione che si tagliava a fette. Dopo dieci minuti il confronto perse di equilibrio per l’espulsione di Koulibaly e da apparentemente impossibile diventò alla nostra portata e vincemmo 3-0. Ora la situazione è diversa. Non è decisiva per il campionato. Il Napoli ha un allenatore nuovo, altrettanto grande, ma stesse potenzialità di gioco. Sono curioso di giocare al Ferraris. Di provare da blucerchiato la spinta di una tifoseria che per un avversario è un ostacolo. Mi fido della Samp, la società che ha creduto in me, dell’allenatore, dei compagni con cui ho già giocato contro e accanto. La Samp si deve fidare di me, trova un ragazzo cresciuto che può dare tanto».

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