Sardini, il mister dei portieri: «L’aspetto mentale il più importante»

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Parla Andrea Sardini, l’allenatore dei portieri blucerchiati: «Con Viviano e gli altri grande fratellanza, ma c’è un limite da non oltrepassare. Sono fortunato ad essere qui»

Dietro le parate spettacolari e decisive che i nostri portieroni Emiliano Viviano e, nell’ultimo periodo, Christian Puggioni ci hanno abituato a vedere, c’è un grande lavoro. Ore e ore di sudore, fatica, dedizione sotto la guida del sapiente Andrea Sardini, preparatore dei portieri della Sampdoria, in blucerchiato ormai da cinque anni: «La Sampdoria è una grande famiglia – esordisce a ilportiere.net –  gestita da ottimi professionisti che ti danno la possibilità di lavorare con molta serenità e professionalità, e credo di essere molto fortunato in questo senso. Inoltre, ho un ottimo rapporto con il settore giovanile e spesso ci confrontiamo sulla gestione dei giovani portieri».
SARDINI E IL RAPPORTO CON I PORTIERI – Viviano, Puggioni e Tozzo sono i tre estremi difensori che dovrà allenare in questa stagione. Amici sì, ma fino a un certo punto: «Con i miei portieri ho un forte legame, abbiamo creato insieme un rapporto di fratellanza. Sempre però con il rispetto dei ruoli, la confidenza non deve mai oltrepassare il limite. Cosa pretendo da loro? Durante gli allenamenti, la massima disponibilità e concentrazione sul lavoro. In partita chiedo sempre di fare il loro lavoro con tranquillità e serenità, miscelate con la giusta concentrazione. Fare le cose semplici, perché lo strafare alla fine porta all’errore».
LE QUALITA’ DI UN PORTIERE – Il modo di stare tra i pali non è lo stesso di quindici anni fa, anche il portiere – come gli altri – è un ruolo che a suo modo si evolve: «Ora il portiere deve essere bravo con i piedi e deve avere una grande capacità di lettura dei moduli difensivi. Non dimentichiamoci però che il primo obiettivo di un portiere è sempre parare. Quindi nel mio percorso di allenamento cerco di allenare questi tre aspetti, anche se la cosa più importante dal mio punto di vista è l’aspetto mentale», conclude Sardini.