Saudade Éder: «Samp, sarei tornato a piedi». E sul derby…

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Éder ricorda Genova con malinconia: «La Samp era l’unica squadra nella quale sarei tornato. Tiferò al derby, mio figlio è doriano»

La sua cessione è stato un duro colpo per i tifosi della Sampdoria, attaccatisi particolarmente negli anni al bomber che, arrivato in Serie B, era riuscito a entrare nei cuori della tifoseria blucerchiata trascinando poi la squadra fino all’Europa League. Martins Éder, adesso, dopo l’esperienza non certo esaltante con l’Inter gioca in Cina, un campionato decisamente meno competitivo e più remunerativo. Certamente, da questo punto di vista, le cose vanno meglio per l’attaccante ormai trentaduenne: «Sta andando benone ma non crediate sia così facile segnare qui. È un calcio in cui se non stai benissimo fisicamente non la prendi mai perché i cinesi corrono di brutto».

Tante volte il nome di Éder è stato accostato alla Samp in un’operazione nostalgia che lo avrebbe riportato a Genova: «Era l’unica squadra in cui sarei venuto – afferma il l’italo-brasiliano a Il Secolo XIX, l’ho detto sempre al ds dell’Inter Ausilio. Poi l’ultimo giorno di mercato è capitata l’opportunità della Cina e mi sono detto: meglio un’esperienza all’estero e giocare piuttosto che continuare a Milano avendo poco spazio. Ma, ripeto, alla Samp sarei tornato a piedi perché è casa. E poi per il futuro mai dire mai, non escludo nulla». Il centravanti classe ’86 parla poi del derby: «Mi piacerebbe vederlo, ma per il 25 sarò già in Brasile. Cercherò di vederlo e tifare, con mio figlio che è nato tifoso doriano».

Certamente l’ex attaccante della Sampdoria non ha dimenticato le emozioni vissute calcando il prato del “Ferraris” nelle stracittadine giocate: «È la cosa che mi manca di più qui in Cina, quell’emozione che si respira a Genova non c’è da nessuna altra parte. Neanche a Milano era così. Una città intera si ferma e si parla solo del derby. Una cosa particolare, un’emozione immensa. Il derby più bello di quelli che ho giocato? Non so se sia il più bello ma quello che mi ha emozionato di più è stato il primo nell’aprile 2013: punizione bassa sotto la barriera e Frey battuto sotto la Nord. Una gioia immensa. Poi pareggiò Matuzalem».

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