Serie A, non aumentano i ricavi: Sampdoria isola felice

ferrero sampdoria
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Serie A, non aumentano i ricavi e aumenta il gap rispetto agli altri campionati europei: la Sampdoria salva almeno parzialmente la situazione

Nel calcio odierno sembra sempre più difficile riuscire a mantenere i conti delle società in ordine: ci vogliono una combinazione di fattori come investimenti oculati sul mercato, capacità nel cedere, abilità nel saper vendere il proprio brand. La sorpresa nel veder letteralmente scomparire società gloriose dal panorama calcistico italiano, come successo con il Parma, sta diventando ormai un’abitudine, e sono in molti coloro che, non riuscendo a fare del calcio un business, si tirano indietro e cedono le società a proprietà straniere. Uno dei problemi principali della Serie A, in particolare, è il lento aumento dei ricavi: come ha dimostrato un’indagine condotta da Kpmg Football Benchmark, il campionato nostrano è quello che nel lustro che va dal 2011 al 2016 ha fatto registrare l’aumento complessivo di fatturato più basso dei 5 campionati top in Europa, un 17% che supera di pochissimo l’aumento degli stipendi – 16%.

I dati degli altri campionati europei fanno riflettere su quale sia lo stato di ritardo della Serie A: il ricavo complessivo della Ligue 1 è aumentato del 29%, quello della Liga del 36%, quello della Bundesliga del 45% e quello della Premier del 76%. A far da forza trainante, per quanto riguarda il campionato italiano, è senza dubbio la Juventus, i cui ricavi sono aumentati di molto rispetto all’aumento degli stipendi – 75% contro 46%. A trainare nella giusta direzione una Serie A molto malconcia da questo punto di vista è anche la Sampdoria, i cui dati non sono forniti nella ricerca suddetta, ma della quale si sa che non più tardi di 6 mesi fa è stato approvato il bilancio in utile, per la prima volta dopo tanti anni. 3.232.818,00 l’utile registrato dalla società di Corte Lambruschini, che si appresta, per il 2017, a superare anche questa soglia. In un calcio in grande difficoltà come quello italiano, dunque, la Sampdoria e pochissime altre società tengono alta la bandiera della sostenibilità economica.