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Rizzoli si racconta: «Vi spiego il vero compito dell’arbitro»

Giacomo Primo

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L’ex fischietto Nicola Rizzoli si racconta ai microfoni di Dazn: la figura dell’arbitro e i compiti del direttore di gara

L’ex fischietto di Serie A, Nicola Rizzoli, si racconta ai microfoni di Dazn: la figura dell’arbitro e i compiti del direttore di gara.

FIGURA – «Credo che conoscere meglio la figura dell’arbitro possa servire a capirli maggiormente. Quindi conoscersi per cercare di essere compresi maggiormente e capire che in fin dei conti dietro la figura dell’arbitro non c’è una persona ostile, ma semplicemente un uomo».

PARAGONE – «Il paragone che normalmente faccio è con un corridoio di una camera d’albergo con circa 300 porte in cui dietro sono celate delle stanze, ogni stanza è una decisione. Sono circa 300 quelle che l’arbitro prende dall’inizio alla fine, la maggior parte delle quali poco importanti, molte magari riguardano il lavoro di squadra e il fuorigioco, e sono una trentina, trenta-quaranta le decisioni veramente importanti, di cui una o due possono cambiare il risultato di una partita».

COMPITO – «Quindi è estremamente importante che un arbitro entri all’interno di una stanza, guardi velocemente quello che c’è da guardare, chiuda la porta e valuti. Tutto quello che deve fare lo deve fare in un decimo di secondo. La cosa importante da fare è mantenere queste porte chiuse perché se prendi una decisione e la porta ti rimane aperta, e la decisione ti echeggia all’interno delle stanze successive questa può influire le decisioni future. Quindi il compito dell’arbitro è assolutamente quello di entrare, vedere, decidere e chiudere senza mai tornare si quella che può essere una decisione».

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