Shuh Horiuchi, Sampdoria Club Tokyo: «Tifosi dagli anni ’90. Bisogna tornare a lottare per veri obiettivi»

© foto Alcuni dei ragazzi del Sampdoria Club Tokyo

Esclusiva SampNews24 – La Sampdoria è i suoi tifosi! Dopo Malta, Sudafrica, Francia e Scandinavia il nostro cammino raggiunge il Giappone. Shuh Horiuchi ci guida attraverso il tifo blucerchiato di Tokyo

Il nostro giro del mondo tra i club blucerchiati continua e fa tappa in Giappone. Precisamente a Tokyo, dove in compagnia di Shuh Horiuchi conosciamo una comunità di tifosi blucerchiati molto appassionati. Il calcio, o meglio la Serie A, è il secondo campionato più visto in Giappone e la Sampdoria è dagli anni ’90 che è entrata nei cuori dei giapponesi. Shuh è diventato sampdoriano proprio in quegli anni e ci racconta come ha deciso di fondare un Sampdoria Club per radunare gli altri tifosi blucerchiati: «Sono diventato sampdoriano quando ho visto una partita della Sampdoria in TV, in Giappone, nel 1990. Mi sono subito stupito di questa maglia. Per carattere non mi piace tifare la squadra più forte per qualsiasi sport, come la Juve nel calcio o gli Yankees nel MLB di New York. Mi è piaciuto come giocavano, ho visto una delle magie di Mancini e così ho deciso di tifare la Sampdoria. Quasi tutti i nostri soci amano la coppia storia “Mancini-Vialli”. Soprattutto Mancini, la maggior parte di noi ha iniziato a tifare la Sampdoria da quel momento. Poi tanto ha fatto quella bellissima maglia, non ne esiste una simile nel mondo. All’epoca di Ruud Gullit, nel 1993, Asics Japan era lo sponsor della Sampdoria. Quindi anche in Giappone potevamo comprare la maglia della Sampdoria abbastanza facilmente. Non era strano, in quel periodo, vedere persone vestirsi con la maglia blucerchiata, magari non erano neppure tifosi, ma all’epoca andavano di moda»

Shuh Horiuchi con la bandiera del Sampdoria Club Tokyo

YANAGISAWA E L’IMPENNATA DI ISCRITTI – Un giocatore giapponese ha vestito la maglia della Sampdoria è stato quello il momento in cui c’è stato il boom di iscritti: «È difficile dire quanto sia conosciuta la Sampdoria in Giappone, ora il calcio è il secondo sport più seguito. Dal 1995 al 2005 la Serie A era il campionato estero più seguito. C’erano anche diversi giocatori giapponesi forti come Nakata, Nakamura, quindi la gente che ama il calcio il nome della Sampdoria lo conosce. Il nome e la maglia. Bisogna trovare qualche esperto per entrare nel dettaglio, magari conoscono Toninho Cerezo perchè ha allenato anche qui in Giappone, oppure Gullit e Cassano. Quando la Sampdoria ha comprato Yanagisawa ho ricevuto tantissime richieste di iscrizione al club, ma sono tutti scappati nell’arco di un anno. Ora siamo 12 soci giapponesi e 3 italiani, tutti veri tifosi blucerchiati»

FUSO ORARIO: NESSUN PROBLEMA (O QUASI) – Come seguire la Sampdoria dal Giappone, con il fuso? Non sembra essere un problema per Shuh: «La partita che comincia alle 15:00 da noi comincia alle 22:00 o 23:00 in Giappone, non esiste orario estivo, quindi cambia ogni mezzo anno il fuso orario. Invece quella delle 20:45 inizia alle 3:45 o alle 4:45 di mattina, svegliarsi d’inverno per vederla è parecchio faticoso ma ci riesco con la passione che ho per questa squadra. Ultimamente ho seguito tutte le partite della Sampdoria in TV o grazie allo streaming. Non è facile organizzare una festa in concomitanza con la partita, ma quella delle 12:30 in Giappone comincia alle 20:30 quindi quest’anno siamo riusciti a fare il tifo live per Milan-Sampdoria e probabilmente lo faremo per Sampdoria-Fiorentina del 9 aprile. Poi ogni tanti ci vediamo tra soci senza che ci sia di mezzo una gara. Di recente sono stato a Genova per vedere il Derby della Lanterna (la settimana scorsa) e ho accompagnato un nostro socio giapponese».

Il Sampdoria Club Tokyo

GIAMPAOLO MEGLIO DI MONTELLA: SA USARE LE RISORSE CHE HA – Infine un commento, come di consueto sulla Sampdoria di Giampaolo, una vera e propria scoperta come allenatore: «Giampaolo a me piace molto. Il suo stile di gioco con i passaggi corti. Ha la fiducia dei giocatori giovani e non ha paura di usarli. Forse è molto adatto ad allenare questo tipo di squadra. Per esempio Montella, per me, può fare un bel gioco ma solo con giocatori forti, quindi va bene per una delle big, ma per una squadra come la Samp di adesso non va bene. È importante dare a Giampaolo un altro anno e non vendere questi giovani che sono cresciuti in questo campionato, così sarà molto interessante la Sampdoria della prossima stagione. Torreira, Linetty, Schick: il primo è troppo bravo in questo ruolo, sarà difficile trattenerlo. Linetty non è molto impressionante ma fa quello serve alla squadra, è il mio giocatore preferito di quest’anno. La crescita di Skriniar la immaginavo dalla scorsa stagione. Schick ormai, non bisogna nemmeno aggiungere niente. La Sampdoria è costretta a vendere qualche giocatore importante ogni anno, lo sappiamo. Abbiamo già fatto tantissime esperienze e non c’è problema. Però ogni volta che hanno guadagnato dalle cessione, hanno sbagliato il modo di investirli: in passato abbiamo venduto Karembeu e comprato Klinsmann, abbiamo venduto Veron e Mihajlovic per comprare Ortega. Sono andati via Cassano e Pazzini, arrivati Maccarone e Macheda. Eto’o ha fatto solo due gol per sostituire Gabbiadini. Adesso stanno investendo sui giovani, il prossimo anno arriveranno Verre, Capezzi e tornerà Ivan. Anche se non c’è un fuoriclasse, se riusciamo a mantenere la maggior parte di questo gruppo, sarà una squadra interessante. Obiettivi? Ultimamente è “la parte sinistra della classifica”, è quello giusto per la nostra dimensione. Prima, nel caso di Bosman, soprattutto di Mantovani, il nostro obiettivo era ben diverso e ben più alto. Non dico lo scudetto, ma voglio sperare che nel futuro sia minimo l’Europa League ogni anno e vorrei sentirlo dire dalla società».