Skriniar: «Voglio restare alla Samp a lungo, i tifosi sono eccezionali»

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In una lunga intervista il difensore blucerchiato Milan Skriniar fa il punto sulla sua esperienza italiana:  «All’inizio non è stata facile, ora mi sento un po’ italiano. Devo ringraziare Giampaolo per la fiducia che ha avuto in me»

Arrivato in punta di piedi lo scorso gennaio per circa un milione di euro dallo Zilina, Milan Skriniar ha passato diversi mesi d’adattamento al calcio italiano lavorando sodo in allenamento con mister Montella, lasciando, per quanto riguarda la stagione scorsa, un ricordo dolceamaro delle sue prestazioni: una partita positiva – la prima da titolare – a Palermo e alcuni buoni ingressi in campo nelle partite precedenti, una gara gettata alle ortiche contro la Juventus per un fallo da rigore con conseguente espulsione, intervento certamente molto ingenuo che espose la squadra alla goleada dei bianconeri. Quest’anno, invece, con Marco Giampaolo, il classe ’95 si è fin da subito appropriato del posto da titolare accanto a Silvestre. Dopo un inizio poco incoraggiante, con alcuni errori da matita blu, il ragazzo si è ripreso, fornendo prestazioni di alto livello, apparendo migliorato, prima ancora che a livello tecnico-tattico, a livello mentale. Naturale dunque che lo slovacco stia iniziando a destare l’interesse di grandi squadre, italiane e non. Di questo e del suo generale inserimento nel calcio italiano ha parlato il centrale in un’intervista concessa a Tuttosport: «L’inizio per me – esordisce Skriniar – è stato davvero molto difficile. Non parlavo italiano, capivo poco, stentavo ad inserirmi nei meccanismi della squadra. Mi ha aiutato tantissimo il mio connazionale David Ivan. Per tutti i giocatori stranieri che approdano in Italia è necessario un periodo di apprendistato perché qui si gioca un calcio molto tecnico e tattico. Ma adesso anche i miei famigliari sono contenti perché sanno che mi trovo molto bene, mi sento un po’ italiano». Importante per la crescita di Skriniar è stato senza dubbio mister Giampaolo, che gli ha dato fiducia nonostante le prove iniziali del ragazzo fossero tentennanti: «Devo ringraziare il tecnico che ha continuato ad avere stima in me. So bene di avere sbagliato e di avere condizionato negativamente il risultato contro Roma e Milan, ma la fiducia dell’allenatore mi ha aiutato a crescere, così come gli errori. Uno Skriniar diverso ora? Ho studiato in tutti i sensi per sei mesi. Sono cresciuto, ho imparato la lingua italiana e sono entrato appieno nella filosofia di questo calcio. Ora il mio percorso lo sta affrontando Simic: so bene che ora non è facile per lui, ma ha numeri e qualità. Abbiamo tutti grande fiducia in lui». Il miglioramento di molti singoli, rispetto allo scorso anno, è anche dovuto ad una differenza importante fra il gruppo creatosi lo scorso anno e quello attuale, un fatto sottolineato dal difensore: «Ora c’è un gruppo giovane e c’è maggiore qualità. Il nostro allenatore è un tipo tosto, sa bene come vuole giocare e come dobbiamo fare per riuscirci. E’ molto esigente, soprattutto con noi difensori. Schick? E’ un grande giocatore, uno di quelli che sanno fare la differenza. Ora gli sto dando una mano con la lingua, ma presto non ne avrà più bisogno. Spesso usciamo insieme, andiamo a cena fuori, facciamo un giro per la città e se abbiamo un giorno libero andiamo in Riviera. Cosa penso dei nostri tifosi? Sono perfetti, eccezionali. E’ importante per noi il loro sostegno e giocare a Marassi per la Samp è più facile: sentirli cantare per tutta la partita mi infonde una carica in più». Ultima battuta sul mercato, dato che i grandi club hanno iniziato ad attenzionare lo slovacco, che però ha le idee chiare in merito: «Sono lusingato dall’interesse delle grandi squadre ma ora sono qui, sto bene e voglio restarci il più a lungo possibile. Il futuro non mi interessa, preferisco concentrarmi sul presente, sulla Samp, sulla prossima partita, convinto che il prossimo campionato, con un anno d’esperienza in più, potremo raccogliere ciò che stiamo seminando adesso».

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