Giampaolo: «Non sono contento. Futuro? Ne parlerò»

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© foto Valentina Martini

Ultima conferenza stampa di Giampaolo per il campionato 2017/18: ecco come arriva la Sampdoria all’impegno contro la Spal

La Sampdoria si prepara ad affrontare l’ultima partita del campionato tra le mura del “Mazza” di Ferrara contro una Spal, al contrario dei blucerchiati, ancora alla ricerca del suo obiettivo stagionale. La presentazione di Giampaolo in conferenza stampa: «La partita che mi è piaciuta di più di questo campionato? È difficile, non mi ricordo una in particolare. Sono state tante quelle che mi hanno dato soddisfazione, poche quelle che mi hanno lasciato deluso: Milan in casa, Roma sicuramente, la partita giocata a Bergamo contro l’Atalanta. Molte di quelle che abbiamo vinto con un largo scarto. Sono più quelle che mi hanno soddisfatto rispetto a quelle che mi hanno deluso. Con la partita di domani chiudo il cerchio: è vero che non abbiamo più obiettivi ma avrò delle indicazioni sul piano mentale. Se vogliamo migliorare dobbiamo lavorare dove siamo stati carenti, per me domani è una partita veramente importante per capire da dove ripartire, da chi ripartire, con quanti ripartire. Se non siamo motivati a migliorarci, non ha più senso nulla. Zapata, Barreto e Viviano non sono convocati perché sono infortunati, tutti gli altri sono arruolati per questa gara».

«La Spal non mi aspetto che faccia nulla di diverso che fare la partita per vincere, si giocano la salvezza. Il mio focus non è orientato in direzione della Spal, ma in direzione della Sampdoria: mi interessa andare a fare bene, sbagliare meno possibile, mi interessa avere argomentazioni per aprire un dibattito chiaro e diretto con il club per sapere come muoverci e in quale direzione. Riveste una importanza fondamentale perché si chiude un cerchio. Non sarà una partita giocata bene o male a farmi cambiare idea sui giocatori, non mi aspetto risposte tecniche perché so chi ha margini di miglioramento, chi è al massimo delle sue possibilità. Mi interessano le risposte caratteriali, di spirito, di appartenenza per lavorare su una mentalità indirizzata al miglioramento. Noi siamo la Sampdoria, abbiamo una maglia da onorare e qui gli aspetti professionali fanno la differenza. La caratura di ogni singolo calciatore può fare la differenza: quello che ci è mancato quest’anno va rivisto. Siamo contenti? Oggi vi dico che non lo sono, perché siamo stati vicini ad un traguardo e non l’abbiamo raggiunto. L’asticella va alzata sulla caratura degli uomini, sbagliare è lecito ma bisogna essere determinati nell’intraprendere una strada».

«Quando andrò a parlare con il presidente, ci confronteremo. Non è qualcosa che riguarda i contratti. Nessuno vive di rendita nel calcio, bisogna essere competitivi e fare il punto della situazione per trovare le convergenze dal punto di vista tecnico e dell’ambizione. Devo avere le idee chiare davanti al presidente. Abbiamo diverse problematiche non legate solo a come muoverci e in quale direzione, devo risolvere problemi all’interno dello staff tecnico: Rapetti ci lascerà e noi non siamo competitivi per trattenerlo, lo stesso Conti è appetibile da tante squadre, quindi bisogna resistere dall’attacco degli indiani. Su Conti non ho dubbi che resterà con me, ma l’area tecnica va organizzata. C’è tanto di cui occuparsi».

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