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Vialli non rilancia, Aquilor stizzito: Ferrero ha le spalle al muro

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Il gruppo Vialli non ha intenzione di rilanciare, Aquilor è indispettito dal viaggio in USA di Ferrero: il presidente doriano rischia di non avere più alternative

L’esito dell’incontro con Jamie Dinan, per Massimo Ferrero, non è stato certo quello desiderato. Il presidente blucerchiato, recatosi negli USA per tentare di trovare l’accordo con uno dei più importanti impreditori facenti parte del gruppo guidato da Gianluca Vialli, avrebbe voluto portare il proprio interlocutore ad alzare l’offerta per l’acquisto della Sampdoria, provando in questo modo a chiudere quantomeno un accordo preliminare per tornare in Italia con qualcosa di concreto in mano. Invece la rottura, almeno a sentire le parole di Ferrero, è stata netta, importante: il numero uno doriano ha parlato di trattativa andata malissimo, di nogoziazioni chiuse, anche se, come noto, alle parole di Ferrero si è autorizzati anche a non credere – del resto, fino a qualche settimana fa, secondo il Viperetta non ci sarebbe stata alcuna trattativa per la cessione.

Che le cose potessero non andare per il verso giusto, però, lo si intuiva: Ferrero si è recato negli States di sua sponte, con un’iniziativa personale che non ha coinvolto né il vicepresidente Antonio Romei – restato in contatto telefonico, ma non coinvolto in prima persona -, né il direttore operativo Alberto Bosco, facendosi accompagnare da due professionisti certamente impeccabili, ma non legati alla Sampdoria: il commercialista Gianluca Vidal e l’avvocato Deanna Richardson, facente parte dello studio legale Bdl di Romei. Inotre, sembra stridere quanto trapela dalla Sampdoria e le notizie avute in precedenza sull’ultima offerta del gruppo Vialli: per Ferrero la proposta di Dinan si sarebbe fermata a 50 milioni cash più l’accollamento del debito pregresso. Ma le notizie precedenti – confermate, secondo Il Secolo XIX, anche in ambienti finanziari – parlavano di 65 milioni più varie premialità e il debito.

Che Ferrero voglia screditare il gruppo Vialli affibiandogli un’offerta più bassa di quanto non sia realmente per giustificare un mancato passaggio di proprietà? Difficile a dirsi, anche perché potrebbe far parte di una stategia per cercare di alzare ulteriormente il prezzo della società. Quel che è certo è che ci sono stati anche altri problemi con Dinan, che per esempio non ha accettato la richiesta di Ferrero di mantenere una quota di minoranza del club: il gruppo Vialli vuole acquistare il 100% del club, e per il momento non sembra intenzionato a rilanciare. In tal modo, Ferrero rischia di trovarsi con un pugno di mosche in mano: se questa è la situazione con Vialli, infatti, Aquilor non è rimasto certo soddisfatto del viaggio negli USA del presidente doriano, viaggio che ha certificato la preferenza del Viperetta per Vialli.

Gli inglesi si sono sentiti usati e poi scaricati e non è affatto certo che proseguano nelle contrattazioni e nella stesura dei contratti per un eventuale scambio di documenti, senza contare che con questo allungamento di tempi un eventuale closing non potrebbe arrivare prima di luglio o agosto. Il rischio è quindi che Ferrero, che ha provato in ogni modo a tirare la corda in questi mesi, debba a questo punto riflettere sul da farsi: o tenersi la Sampdoria e condurre il prossimo calciomercato, oppure cedere a condizioni economiche inferiori alle sue aspettative. Ma, conoscendo il presidente blucerchiato, l’ipotesi più probabile, come filtra dalla società stessa, è che da domenica Ferrero inizi a programmare la prossima stagione, assistendo alla partita con la Juventus e incontrando poi il tecnico Marco Giampaolo per capire se ci sarà la possibilità di proseguire insieme anche per il prossimo campionato.

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