Vialli sugli spalti per Fulham-Samp: «Ma ho sbagliato stadio»

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Vialli al seguito della Sampdoria: «Col Fulham non potevo perdermela, ma stavo per sbagliare stadio. Quella blucerchiata era e resterà una grande famiglia per me»

La mini-tournée della Sampdoria in Inghilterra è partita col botto. Un gol di Gaston Ramirez ha deciso l’amichevole contro il Fulham, disputata mercoledì sera all'”EBB Stadium” di Aldershot, e a godersi la vittoria dagli spalti c’era un tifoso davvero speciale. Si tratta dell’ex bomber blucerchiato Gianluca Vialli, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di riabbracciare la sua squadra del cuore: «Ho letto che la Samp giocava a Londra, quindi nella città dove vivo da anni, ed è stata quasi una reazione istintiva prendere il telefono e dire che sarei venuto. Ne avevo proprio voglia», ha spiegato a Il Secolo XIX.

Anche se, in realtà, fino a poco prima dell’inizio del match, Vialli si stava dirigendo da tutt’altra parte: «Leggendo della sfida con il Fulham ho pensato che fosse al “Craven Cottage”, stadio che dista 5 minuti da casa mia, solo dopo ho capito che avrebbero giocato ad Aldershot, che è più scomodo, essendo a un’ora di automobile da Londra. Infatti, il mio programma è dovuto cambiare in corsa: ero d’accordo di venire con mia moglie e le mie figlie, a cui volevo far vedere la maglia che ha indossato per tanti anni il loro papà. Era l’occasione giusta, così vicino a casa».

Arrivato a destinazione, l’ex numero 9 della Sampdoria ha trovato i dirigenti blucerchiati pronti ad accoglierlo con affetto: «Sono stati tutti molto calorosi e fa un grande piacere – ammette – perché in fondo condividiamo una storia blucerchiata: loro nel presente, io nel passato, ma questa era e resterà una grande famiglia». Una storia di gioie e di vittorie, ma anche di qualche giornata che ricordare suscita amarezza, come la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona: «Se ripenso a Wembley, non mi torna il dolore, ma l’emozione e l’orgoglio per esserci stati e aver sfiorato un’impresa. Nel calcio si vince e si perde, quella sera ha vinto il Barcellona, ma per tutti noi esserci è stato comunque speciale. In campo è fuori. Voglio tenerlo dentro come ricordo emozionante, non doloroso».

Oltre al calore dello staff dirigenziale, Vialli ha trovato anche un entusiasmo spettacolare da parte dei tifosi doriani: «È per questo che li ami, volevo che la mia famiglia e il mio amico li vedessero. Non puoi non innamorarti della Sampdoria, dei suoi colori e della sua tifoseria unica». Un occhio è andato anche al campo: «Sono venuto per vedere di persona alcuni giocatori di cui mi hanno parlato molto bene, in particolare questo Andersen, che devo dire mi ha positivamente impressionato: giovane, forte, ottimamente posizionato. E non è l’unico che mi ha colpito. Tuttavia – conclude – penso che il vero valore aggiunto sia Giampaolo, sa plasmare questi giovani come pochi altri tecnici sanno fare».

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