Viviano lancia la sfida a Icardi: «Spero di indovinare l’angolo»

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© foto Valentina Martini

Viviano riflette sulle proprie qualità da portiere pararigori: «Non so se sono più forte di prima, servono tempistica e psicologia». Poi guarda a domenica: «Affetto per l’Inter, sempre trattato benissimo»

Quando l’arbitro fischia un calcio di rigore contro la Sampdoria, i tifosi blucerchiati non disperano immediatamente di subire gol: in porta, infatti, c’è un vero e proprio pararigori come Emiliano Viviano: a partire da un paio di anni fa l’estremo difensore fiorentino ha iniziato a dar dimostrazione delle proprie qualità sui penalty avversari, disinnescandone parecchi. Quest’anno il numero 2 doriano è già a quota 4 rigori bloccati: «Non so se sono più forte rispetto al passato – ha affermato Viviano a Sky Sport -, è questione di fortuna e statistica. Si cerca di studiare gli avversari al meglio, di capire le caratteristiche e poi servono istinto e fortuna. Studiare uno come Icardi e Totti è complicato, la casistica è ampia. Il fattore psicologico conta tanto così come la tempistica, è importante aspettare l’ultimo secondo. Il rigore più difficile? Il più difficile non lo so, i più importanti i due consecutivi con Sassuolo e Lazio».

Sul suo passato con la maglia dell’Inter, prossima avversaria in campionato: «Non volevo fare la riserva – spiega – perché comunque dietro Julio Cesar era impossibile giocare perché era un mostro sacro del ruolo. Però io devo solo ringraziare l’Inter, al momento dell’infortunio mi ha rinnovato il contratto, mi ha sempre trattato benissimo. Sono state fatte scelte sportive diverse, prima da parte mia e poi da parte loro. Io provo assolutamente affetto, ovvio che voglio vincere perché a noi servono i 3 punti». A proposito di rigori, domenica arriverà uno specialista come Mauro Icardi, che difficilmente li sbaglia: «Come si para un rigore a lui? Dovrò vederlo, ne avrà tirati una ventina e quindi diventa complicato sapere prima dove tirerà. Spero di indovinare l’angolo con l’istinto».

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