Zapata può tornare decisivo: sa far male alle grandi

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Continua la preparazione in vista di Milan-Sampdoria: Zapata titolare imprescindibile, contro le grandi si accende

Sette gol in blucerchiato e cinque assist. Sono i numeri di Duvan Zapata nella sua avventura alla Sampdoria, fino a oggi decisivo non solo per quanto abbia realizzato, ma anche per il senso di pericolosità che infonde negli avversari. Dopo aver superato la quota gol dell’ultima stagione passata al Napoli, l’attaccante colombiano vorrebbe superare quella risalente alla stagione 2015/16 con la maglia dell’Udinese: le otto reti in bianconero – che non sono però il suo risultato migliore, nella stagione 2016/17 i gol messi a segno con sono stati dieci – sono a un passo, ne manca una sola per raggiunere il primo traguardo all’ombra della Lanterna. Il problema, se vogliamo trovarne uno, è una leggera flessione fisica che sembra patire in quest’ultimo periodo e che, a parte il gol messo a segno contro Roma che ha portato tre punti fondamentali nelle casse della Sampdoria, lo ha reso poco prolifico.

Se andiamo a fare un bilancio su quali siano le squadre contro le quali Zapata si è acceso maggiormente, notiamo che – fatta eccezione per la sfida contro Chievo – sono tutte squadre di enorme caratura. Ha segnato il primo gol al Torino, poi è andato in rete contro Milan, Atalanta, Juventus, Lazio e Roma. Questo dato riflette il più ampio problema cui la Sampdoria deve sottostare: contro formazioni che sfruttano il possesso palla, non si chiudono e aspettano, riesce a imporsi meglio rispetto a quelle realtà che fanno della fisicità e del gioco sporco il loro tratto distintivo. Il secondo profilo riguarda la motivazione: un attaccante ama fare gol a qualsiasi squadra affronti, ma segnare alle big dà sicuramente una soddisfazione maggiore. Per questo motivo Zapata, in vista della partita contro il Milan, è un giocatore da schierare assolutamente dal primo minuto: all’andata fu uno dei migliori in campo contro i rossoneri e non c’è dubbio che potrà accendersi nuovamente tra le mura di “San Siro”.

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