2015/2016, il pagellone: Andrea Ranocchia

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A precisa domanda una volta giunto a Genova, Andrea Ranocchia rispose così ai nostri microfoni: «Se l’Europeo può esser stata una motivazione in più venire qui? Certo, assolutamente sì». Un ex prodigio in cerca di riscatto in vista di appuntamento importante nel panorama internazionale. Vista da occhi meno esperti, può sembrare la stessa parabola (positiva) che ha portato molti a rilanciarsi con la maglia blucerchiata.

A distanza di quattro mesi, possiamo affermare con discreta sicurezza che la storia doriana di Andrea Ranocchia verrà ricordata con altri epiteti, altre sensazioni. Quello che doveva essere il fulcro di una rinnovata difesa per Montella è stato in realtà un fisso colpevole domenicale, con picchi negativi registrati soprattutto in alcune gare.

Da possibile erede della fascia di Javier Zanetti all’Inter a centrale di riserva nella squadra di Mancini, Ranocchia era arrivato a Genova per giocarsi le sue carte in vista dell’imminente Europeo. Sembra facile dirlo oggi, ma si fa fatica a capire il perché il centrale difensivo in prestito dall’Inter avesse anche solo paventato quest’opportunità nella sua testa. Eppure alla voce “presenze in A” nella prima parte di stagione, compariva un numero che sembra significativo (10), ma che nasconde un inganno: i minuti effettivamente giocati sono stati 211. Due partite e qualcosa.

Qualcuno dirà che l’arrivo di Miranda e Murillo gli hanno naturalmente chiuso spazio. Ok, ma alla Samp non c’erano gli stessi presupposti. Ranocchia era già stato protagonista nella difesa a tre durante l’era Mazzarri, quindi non si può parlare di un meccanismo di gioco a lui sconosciuto. Eppure le 14 presenze con la Samp (tutte da titolare, tranne l’ultima in casa Juve) lasciano un ricordo poco piacevole.

Già alla prima a Bologna si presenta con un errore troppo grave per chi ha più di 150 presenze in A alle spalle.

A questo, bisogna aggiungere le pessime prestazioni a Reggio Emilia contro il Sassuolo (espulso al 28′ per due gialli ingenui accumulati in cinque minuti) e a Palermo (dove regala il vantaggio ai rosanero con un gioco di prestigio mal riuscito).

La sua miglior prestazione è quella casalinga contro il Frosinone, dove ha neutralizzato Daniel Ciofani. Ma se il punto più alto della tua stagione è l’aver neutralizzato un giocatore che – per quanto abbia brillato – è alla sua prima annata in A, qualche dubbio è consigliato. C’è quasi da chiedersi che ne sarà del suo destino come calciatore. L’avventura alla Samp pare più che finita (e forse è meglio così): dargli più di un 4.5 sarebbe sbagliato, perché parliamo di un giocatore che – volente o nolente – era ancora nei pensieri di Conte per l’Europeo.

E allora la questione è un’altra: la Samp troverà un altro difensore per rinforzare la sua retroguardia, ma sul movimento azzurro non c’è forse da porsi qualche domanda sul futuro che ci attende, se le prestazioni di Ranocchia erano oggetto d’attenzione per la rassegna di quest’estate? A voi l’annosa risposta.