Nazionali
Ci risiamo, l’Italia ai Mondiali: l’annuncio fa sperare

C’è una novità che riguarda il possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali: l’annuncio fa sperare gli azzurri
Travolto dall’inchiesta arbitri, il calcio italiano fatica ancora a smaltire la delusione per la terza mancata qualificazione ai Mondiali.
Una mazzata dalla quale si fa fatica a rialzarsi, tanto che si continua a parlare di un possibile ripescaggio. Per qualcuno sarebbe un’ulteriore umiliazione, per altri una speranza da coltivare finché è possibile.
A dare manforte al sogno (o incubo?) Mondiale dell’Italia c’è Zampolli, inviato speciale per le partnership globale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Zampolli già al Financial Times aveva parlato della possibilità che l’Italia venga ripescata al posto dell’Iran ai Mondiali. Ora torna alla carica nel corso di un intervento a ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento, con dichiarazioni che danno speranza a chi vorrebbe ad ogni costo vedere gli azzurri alla rassegna iridata.
Zampolli fa sperare: “Italia ai Mondiali al 50%”
Nel corso del suo intervento, Zampolli ha palato proprio della possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali, apparendo molto ottimista, forse anche troppo.
“Credo che ci sia più del 50% di possibilità di vedere l’Italia ai Mondiali” le sue dichiarazioni. Quindi svela che nel fine settimana vedrà Infantino a Miami in occasione del Gran Premio di Formula 1. “Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia – ha rimarcato – , la decisione spetterà a Infantino e Trump”.
Quindi entra nel dettaglio della richiesta fatta a Infantino: “Visto che l’Iran non era ancora confermato a causa della guerra, ho chiesto ad Infantino di una possibilità di ripescaggio”. Zampolli sottolinea come l’Iran potrebbe avere difficoltà ad ottenere i visti di ingresso negli Stati Uniti, spiegando però che i giocatori iraniani sono i benvenuti, anche se “il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d’America”.
Inoltre a spiegato di non aver parlato direttamente con Trump per poi concludere: “Se l’Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere”