
Massimo Donati, ex tecnico blucerchiato, è tornato a parlare del suo esonero avvenuto nella passata stagione dopo otto giornate alla guida della Samp
A un anno esatto di distanza, in casa blucerchiata la storia sembra ripetersi tragicamente. La dirigenza della Sampdoria ha deciso di dare una scossa all’ambiente esonerando il tecnico Bernardo Corradi dopo appena sette giornate di campionato, con la squadra mestamente scivolata all’ultimo posto in classifica. Una situazione speculare a quella vissuta nella passata stagione da Massimo Donati, allora sollevato dall’incarico in circostanze del tutto analoghe. Intervenuto ai microfoni del portale Sport.Virgilio.it, l’ex allenatore doriano ha analizzato le dinamiche del momento proponendo un parallelismo tra le due gestioni.
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La pianificazione societaria e il tempo necessario
Nell’analisi dell’ex tecnico emerge con chiarezza come la costruzione della rosa e la pazienza nei confronti del lavoro sul campo siano elementi imprescindibili per trovare la quadra:
«Se si deve investire, conviene farlo a inizio stagione e non a gennaio. Dopo un avvio difficile, con una squadra retrocessa l’anno precedente e ripescata ai play-out, bisognava intervenire in modo importante. Con un allenatore nuovo come me c’era bisogno di tempo. C’è sempre bisogno di tempo, non solo per me, ma per qualsiasi allenatore che si trova in una situazione nuova, sia per trasmettere i dettami tattici, sia per impostare la mentalità. È una situazione simile a quella di quest’anno».
Il percorso della squadra s
Ripercorrendo le tappe della sua parentesi sulla panchina blucerchiata, l’allenatore ha voluto rivendicare i progressi evidenziati dal gruppo prima dell’interruzione del rapporto:
«Dopo un inizio complesso, in cui eravamo riusciti a ottenere due pareggi e una vittoria prima della partita con l’Entella, le cose si stavano migliorando».
L’analisi sui gol subiti e la tenuta tattica
Infine, l’ex mister è entrato nel dettaglio dei dati numerici e delle problematiche riscontrate sul rettangolo di gioco, difendendo l’impostazione data alla formazione ligure:
«I gol subiti, sotto la mia gestione, per l’85% sono arrivati da palla inattiva, nonostante il lavoro fatto, ma dal punto di vista tattico non c’era un vero e proprio problema».