D'Angelo si presenta e lancia la sfida: «Dobbiamo difendere la categoria! Voglio una squadra con intensità e temperamento»
Hanno Detto

D’Angelo si presenta e lancia la sfida: «Dobbiamo difendere la categoria! Voglio una squadra con intensità e temperamento»

Sampdoria, il nuovo allenatore dei blucerchiati Luca D’Angelo si è presentato ai suoi nuovi tifosi facendo il punto sulla situazione della squadra

La Sampdoria riparte da Luca D’Angelo. Il nuovo allenatore blucerchiato si è presentato ufficialmente affrontando diversi argomenti legati alla situazione della squadra, agli obiettivi stagionali e al lavoro che intende impostare fin dai primi giorni. Il tecnico non ha nascosto le difficoltà della formazione doriana, ma ha sottolineato la convinzione che il gruppo possa esprimere un rendimento decisamente superiore rispetto a quello mostrato finora.

Dalla necessità di risalire in classifica all’importanza dell’aspetto caratteriale, passando per il valore della tifoseria e il fascino della maglia blucerchiata, D’Angelo ha tracciato le prime linee guida della sua nuova esperienza. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

L’EMOZIONE DELLA CHIAMATA – «È stato molto, molto emozionante quando ho ricevuto la telefonata dei direttori e del mio procuratore, che mi dicevano che l’accordo era stato raggiunto, perché la Sampdoria rappresenta sicuramente una società storica, con una tifoseria incredibile. Questo non lo dico per piaggeria, ma è a conoscenza di tutti. Sono stato subissato da richieste di tante persone che volevano avere la maglia della Sampdoria, perché è bellissima, è unica».

LA CLASSIFICA E LA SCELTA DI ACCETTARE LA SAMPDORIA – «È vero che è una squadra in difficoltà, però c’è sicuramente il tempo per recuperare in classifica. Secondo me la classifica ci fa essere molto realisti, nel senso che in questo momento è deficitaria. Però, ripeto, una chiamata dalla Sampdoria non può essere passata in secondo piano, a mio avviso, perché per storia, per tradizione, la società è una società solida e secondo me ha anche un gruppo di giocatori che può fare molto, molto meglio di quello che ha dimostrato fino adesso».

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Samp News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

LE DIFFICOLTÀ DELLA SQUADRA – «Ovviamente da spettatore è sempre complicato e non entro nei meccanismi che non conosco, perché ho visto la squadra solo in televisione. La cosa che mi ha colpito è che la squadra quasi sempre approccia bene alla gara e dopo, probabilmente, alle prime difficoltà tende a disunirsi e questo ha creato qualche problema».

LE TRE PARTITE IN SETTE GIORNI E IL LAVORO DA FARE – «Adesso abbiamo tre partite in sette giorni praticamente. Più che allenare la squadra dal punto di vista tattico, perché ovviamente non c’è il tempo materiale per farlo, bisogna lavorare a livello morale e di temperamento. Secondo me sono questi i due fattori da mettere in risalto in questa settimana che andremo ad affrontare».

LA FILOSOFIA DI GIOCO – «È sempre difficile autoincensarsi, però credo che le mie squadre con il tempo acquisiscano una buona organizzazione difensiva e sappiano cosa fare quando si attacca. Mi piace un calcio di intensità, un calcio verticale e non amo il possesso palla fine a se stesso nella propria metà campo. Mi piace, se è possibile, se l’avversario lo concede e se siamo bravi, cercare di invadere la metà campo degli altri. È un calcio molto dinamico».

Ultimissime Sampdoria LIVE: tutti i retroscena della trattativa saltata con Giampaolo

L’OBIETTIVO DELLA SALVEZZA E LE AMBIZIONI DELLA SAMPDORIA – «Io sono un uomo pragmatico, quello sicuramente me lo riconosco da solo, e credo che in questo momento bisogna essere realisti, come ho detto prima. Dunque, la prima cosa da fare è cercare di risalire e difendere così la categoria. Però, ripeto, siamo sempre alla Sampdoria, perciò dobbiamo avere anche una visione propositiva di quello che possiamo fare».

IL RICORDO DI MARASSI DA AVVERSARIO – «Tante volte che sono venuto a giocare qui da avversario mi sono sempre reso conto che la tifoseria rappresentava qualcosa in più. In tante occasioni non sono riuscito a vincere a Marassi contro la Sampdoria perché, secondo me, non giocavano solo gli undici giocatori, ma giocava anche lo stadio. Diventa difficile per qualsiasi tipo di giocatore affrontare quel tipo di tifoseria».

IL RAPPORTO CON I TIFOSI BLUCERCHIATI – «Ho visto, ovviamente in televisione, che i tifosi durante la partita sono sempre al fianco della squadra. Poi, ovviamente, se il risultato è negativo non possono che arrivare fischi e critiche. Perciò io non ho niente da chiedere, perché tanto so che la tifoseria doriana sarà vicina alla squadra dal primo minuto fino a quando l’arbitro fischierà la fine di ogni partita».

INTENSITÀ E TEMPERAMENTO – «Noi lavoreremo in questa settimana non tanto sul discorso tattico. Cercheremo di mettere qualcosa, perché obiettivamente gli allenamenti da fare sono pochissimi. Però voglio vedere una squadra che faccia dell’intensità e del temperamento la sua arma migliore. Per me, in questo momento, quello deve essere il nostro focus».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×