Addio 2016: cosa lasciamo alle spalle, cosa ci portiamo nel nuovo anno

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Ancora pochi giorni e questo 2016 sarà solo un ricordo, sbiadito, di una stagione che ha regalato poche gioie e tante apprensioni ai tifosi blucerchiati. La speranza è di lasciarsi alle spalle il passato e iniziare il nuovo anno portandosi dietro certezze e soddisfazioni

Siamo agli sgoccioli di questo 2016 ed è quasi inevitabile guardarsi alle spalle per vedere il cammino che si è compiuto negli ultimi 365 giorni. Non è stato un anno facile. Avevamo salutato il 2015 sperando di raccogliere migliori fortune calcistiche nell’anno che stava per iniziare e ci siamo trovati a combattere contro il fantasma della retrocessione, contro il fantasma di quella maledetta annata iniziata con i preliminari di EL e terminata con le lacrime di Angelo Palombo davanti alla Gradinata Sud. I fantasmi alla fine sono stati scacciati e la Sampdoria ha chiuso al 15esimo posto, dopo aver perso il Derby della Lanterna contro il Genoa e aver preso un’imbarcata finale contro la Juventus.
ADDIO 2016, QUELLO CHE LASCIAMO ALLE SPALLE – Quello che ci porteremo, immutabile, nel nuovo anno è l’amore per la maglia della Sampdoria, a prescindere da tutto e da tutti. A prescindere da chi la vesta e da chi tenga le redini della società. A prescindere dalla categoria in cui giochiamo, giocheremo. A prescindere anche dai risultati. Quello che ci porteremo dietro sono le voci rauche, i mal di gola, i lividi recuperati alla fine di ogni partita vissuta nella Sud. Ci porteremo nel nuovo anno l’incrollabile fede che ci hanno tramandato i nostri padri, tifosi prima di noi, o che abbiamo deciso autonomamente da piccoli non seguendo nessun imprinting famigliare. Tutto il resto lo possiamo lasciare alle spalle: ci lasciamo alle spalle Walter Zenga (strascico ancora del 2015) e i paragoni con Vincenzo Montella, i lanci lunghi a perdere di Viviano per Eder, il calciomercato distruttivo invernale che vede partire l’italo-brasiliano, l’immobilismo dello stesso Montella che piuttosto che cambiare le partite finiva per perderle e le continue sconfitte fino a febbraio. La squadra che scende in campo con il visore della Samsung Galaxy, l’arrivo di Ranocchia in blucerchiato (anche se qualche timore per quest’altra sessione di mercato c’è). Ci lasciamo alle spalle entrambe le partite contro la Juventus, la partita giocata contro il Carpi e la successiva disputata al San Paolo contro il Napoli. La trasferta di Bologna e quella di Roma. Per non parlare di quella contro l’Inter a Milano. E sicuramente ci lasciamo alle spalle il Derby della Lanterna giocato l’8 maggio 2016.
2017, QUELLO CHE CI PORTIAMO NEL NUOVO ANNO –  Nel nuovo anno ci portiamo Luis Muriel versione “primi tre mesi” del nuovo campionato. Ci portiamo Schick, Fernandes, Linetty, Torreira e Skriniar giovani, affamati e talentuosi che alla Sampdoria vogliono fare la differenza. Nel 2017 ci portiamo Marco Giampaolo e la sua idea di calcio che, tra alti e bassi, sta cercando di formare un gruppo coeso. Ci portiamo le certezze elencate prima: i tifosi, la fede, la maglia blucerchiata. Ci portiamo il bel gioco intravisto, il provare a vincere le partite fino alla fine o almeno a pareggiarle nel caso in cui si vada sotto. Ci portiamo Puggioni e Viviano, entrambi allo stesso livello perché sono due portieri di valore. Ci portiamo la speranza che il mercato invernale non stravolga l’equilibrio che l’allenatore ha saputo creare in questi mesi e che è ancora precario. Ci portiamo l’entusiasmo e l’idea che possiamo giocarcela contro qualsiasi avversario. Ci auguriamo che il duo SilvestreSkriniar rimanga intatto ma se così non dovesse essere che sia adeguatamente sostituito, ci auguriamo che arrivino degli innesti di qualità ma che se proprio meglio non si può fare che non si faccia peggio in sede di mercato. Coltiviamo la speranza di andare avanti in Tim Cup, di fare bene in campionato e magari lottare per qualcosa di più, ma se proprio non si può almeno di vincere la stracittadina di ritorno e finire sopra il Genoa.