Addio riconoscenza: Icardi, impara da Skriniar

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Skriniar si scusa, Icardi esulta: il bomber dell’Inter ha molto da imparare sulla riconoscenza e sul rispetto dal compagno più giovane

La Sampdoria del primo tempo, ieri sera, è stata, a tratti, troppo brutta per essere vera: dopo 10 minuti di buon calcio, i ragazzi di Giampaolo hanno piano piano concesso terreno all’Inter che, una volta sbloccato il risultato con Skriniar, è riuscita poi a capitalizzare altre due volte grazie al proprio bomber Mauro Icardi. Nel vedere i due giocatori piazzare il pallone alle spalle di Puggioni, peraltro, ad ogni tifoso blucerchiato sarà venuto un po’ di magone, ripensando che sia lo slovacco che l’argentino sono passati da Genova, lasciando un ottimo ricordo – almeno per quanto riguarda le prestazioni in campo. Molto diverso, però, è stato il modo di festeggiare il gol: se Icardi – non è una novità – ha esultato come se nulla fosse, Skriniar ha immediatamente portato le braccia in alto, quasi a scusarsi, evidenziando l’intenzione di soffocare ogni esultanza per rispetto dell’avversario.

Esultare o meno, contro le ex squadre, è una scelta soggettiva, ma Icardi ha travalicato i confini di questa distinzione quando ha scelto di portare le mani alle orecchie sotto la Gradinata Sud. In questo senso, se sul campo non è secondo a nessuno, avrebbe invece molto da imparare dal ben più giovane e riconoscente Skriniar. «Sono contento delle sue parole», si riferisce al tecnico Marco Giampaolo «è un grande allenatore e una brava persona. Lo ringrazio, perché mi ha aiutato tanto ad ambientarmi nel calcio italiano. Primi in classifica? Anche per una notte fa sempre piacere, vogliamo continuare così. Non pensavo neanch’io di iniziare su questi ritmi, voglio sempre aiutare la squadra sia in partita che in allenamento. Sono contento di aver avuto sempre grandi allenatori nella mia carriera, compreso Giampaolo, e forse è per questo che adesso sono qui».