Air Montella? Volo cancellato

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Maledetto Ferrero che non corre e non ci mette mai la gamba! Senza grinta e un cuore blucerchato. E pensa sempre al Milan. Davvero indegno.

Mettiamoci d’accordo da subito. È tempo di bilanci, di pesare un’annata difficile: dal passaggio in Europa alla corsa salvezza, dall’odiato Zenga all’amato Montella. Col primo (cacciato dai tifosi) che ora fa rimpiangere il secondo. E col secondo che a Genova è di passaggio, ci ha probabilmente usato per liberarsi di alcuni (Fiorentina) e per andare, anche lui, dagli stessi padroni. Ma poi ci andrà per davvero a Milano? E’ tempo di dare colpe e accusare per forza qualcuno, lo dice la classifica. Inutile nasconderlo. Io da tempo ho scelto di puntare il dito contro di lui, l’allenatore che tutti volevamo, che tutti abbiamo accolto come una liberazione dopo l’anarchia estiva. E invece me la prendo con lui e con la squadra, alcuni suoi giocatori che le palle le mostrano solo ad alcune ore della giornata. Ho scelto liberamente, dopo averlo attaccato all’inizio (ero uno dei pochi, ricordo benissimo le critiche…), di non prendermela più di tanto con la società di oggi. Questo non significa che non abbia colpe, che Massimo sia un santo e un grande imprenditore, che Ferrero non possa meritarsi il Paradiso dopo qualche andata e ritorno dall’Inferno in buona compagnia (Romei e il mio caro Carlo Osti). Ma è difficile pensare che sia e solo colpa sua o loro. Se il pesce puzza dalla testa allora è colpa di chi lo ha pescato al largo di Ostia Mare e lo ha portato in casa spacciandolo per un pesce pregiato. Ma la Pescheria Garrone ha chiuso da tempo e in eredità ha lasciato un rete piena di monete d’oro un forziere di misteri.

Non lo è invece il rendimento di Vincenzo Montella. Dalla cacciata di Walterone a oggi, aspettando ancora la Signora Juventus, la sua Sampdoria ha perso per ben dodici volte (tredici con la Coppa Italia), conquistato sei miseri e discussi pareggi, vinto in ordine con Palermo, Genoa, Frosinone, Verona, Udinese e Lazio. Nessun miracolo alla Sinisa, quelli semmai li ha fatti Viviano. Ma Vincenzo non ha dato nemmeno un gioco, solo tanta confusione, sempre un undici diverso (altro che Mancini…) con Cassano come Totti (più caso che leader decisivo). Tanti difetti, pochi pregi per una rosa che non credo, non valuto da serie B e nemmeno da 15esimo posto, o mi sbaglio?

Un allenatore che ha perso per strada ben presto Eder (ma si era perso anche prima a dire il vero), non ha saputo rivitalizzare Muriel. Non è riuscito a coinvolgere Soriano, dare fiducia continua a Ivan, nemmeno per un minuto a Pereira. La qualità c’è, andava solo assemblata (Fernando, Correa, Alvarez, Soriano e Cassano). Un allenatore, soprattutto se bravo e per di più ben pagato, serve a questo, a risolvere i problemi, non a crearli. Serve a dare un’idea di gioco, a dare qualcosa in più dove manca. E’ mancata la mentalità, il coraggio e il carattere. E così nel derby si è perso la faccia, prima ancora l’orgoglio di indossare la nostra maglia.

Mi sarei aspettato una domenica di festa e invece no. Mi sarei aspettato un lunedì di lavoro, a Bogliasco: appuntamento alle ore 7, per rivedere la partita, parlare, discutere di un derby perso malamente, senza giocarlo. E poi correre, sudare per la maglia. E invece niente: avanti con qualche amaro sorriso e con una sveglia che non suonerà certamente all’alba. Meglio un giorno di riposo, forse due al mare prima di pensare alle vacanze. Montella dove andrà? Non si dimette oggi ma se ne andrà domani con o senza buonuscita. La Samp ha bisogno di un generale e la ricerca è cominciata da un po’ nell’immesso esercito di allenatori a spasso…

Ma la colpa è sempre e solo di Ferrero che ha promesso di far meglio di un anno fa senza riuscirci. Ci è andata male. Peccato. Ma la squadra non ha colpe? Perché io in queste ore sento solo parlare di un Presidente pagliaccio, di un buffone, di uno senza soldi ecc, ecc. Qualcosa di simile lo penso anch’io sia chiaro, non sono un pazzo. Io credo che chi scende in campo, a meno che non ti chiami Carpi (per fare un esempio…), sia sempre il principale colpevole insieme a chi l’allena. Certo la società è fondamentale. Lo è sempre ma con cash o no il suo credo l’abbia fatto. Poi si può essere d’accordo o no sul valore dei giocatori. Ma questa squadra è in debito con il suo pubblico, deve dare ancora tanto per ripagare l’amore dimostrato. Certo sarebbe bello, anzi bellissimo tornare indietro, rivivere Paolo Mantovani ma anche il primo Riccardo Garrone. Ma la macchina del tempo non esiste, ma gente come loro, come il primissimo Berlusconi e l’ultimo Moratti non esistono più nel calcio italiano. Bisogna capirlo, smettere di sognare, credere a cordate, offerte di qua e di là. Garrone l’ha regalata, poi la finanziata perché nessuno la voleva. E’ triste ma è la realtà. Certo forse poteva scegliere meglio.

Triste chi ora sputa su un piatto che fino a poco tempo fa era il suo e forse senza nemmeno con troppo merito. Triste chi pensa di essere libero e in realtà non lo è. Triste dover pensare di combattere una battaglia contro la Sampdoria per ‘liberarla’ ciclicamente sempre dallo stesso male… 

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