Alla conquista della fiducia perduta: Regini, pace fatta con i tifosi?

Regini Sampdoria
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Regini cerca di conquistare la fiducia dei tifosi: contro il Benevento una prestazione dignitosa e diversi applausi dagli spalti

Nella vittoria di ieri sera contro il Benevento, per la Sampdoria, ci sono alcuni fatti positivi da sottolineare: oltre alla vena realizzativa di Quagliarella e all’ottimo esordio di Ramirez, che sembra già aver definitivamente spodestato Alvarez dal trono della trequarti, va sottolineata la prestazione di Regini. Nulla di trascendentale, sia chiaro: qualche sbavatura il capitano blucerchiato l’ha commessa, qualche controllo di palla mal riuscito, o qualche chiusura in leggero ritardo ci sono stati. Non è stata, in generale, una serata felicissima per la difesa, con Sala e Pavlovic che hanno ricordato ai tifosi blucerchiati perché la dirigenza doriana abbia deciso di operare sul mercato sulla fascia sinistra, in attesa di provare un colpo anche sull’out opposto del campo. La prestazione di Regini, si diceva, è stata comunque certamente più dignitosa, soprattutto se si considera il macigno psicologico con il quale il numero 19 della Sampdoria rischia di scendere ogni volta in campo.

Del resto, lo aveva sottolineato anche Giampaolo in conferenza stampa, quando, dietro precisa domanda, aveva invitato i tifosi e la stampa a non star perennemente col fiato sul collo del difensore romagnolo: «Regini è un giocatore puntuale, preciso, ha conoscenze e ha fatto sempre bene in questo precampionato. Non gli dobbiamo rompere i coglioniè il nostro capitano». Una difesa a spada tratta, quella dell’allenatore blucerchiato, come è stato per Alvarez, che però ieri sera non ha giocato nemmeno un minuto, forse visto demotivato dal tecnico svizzero per le critiche piovutegli addosso. Regini, invece, ha saputo reagire alle valutazioni negative sul proprio conto strappando anche convinti applausi dagli spalti dopo alcuni interventi in recupero. Gli obiettivi del capitano blucerchiato saranno quello di ripagare la fiducia dell’allenatore, che ha sempre dimostrato di credere nelle sue capacità – il rinnovo fino al 2021 ne è la prova lampante -, e quello di restare costantemente sul pezzo per vincere la concorrenza del collega di reparto Ferrari per un posto accanto all’inamovibile Silvestre, cercando magari di mettere a tacere una volta per tutte le spesso esagerate ed ingenerose critiche nei suoi confronti.