La provvidenza si chiama Quagliarella

Sampdoria Quagliarella
© foto Valentina Martini

Non è stato un debutto facile, ma la Sampdoria ha comunque rimontato il gol di Ciciretti: la doppietta di Quagliarella vale la prima vittoria

Non è stato il miglior degli inizi per la Sampdoria, ma è stato sicuramente un modo per iniziare a prendere dimestichezza con il campo, con le gambe affaticate dal pre-campionato e cercare di rientrare nei ritmi dei 90 minuti, perché la Coppa Italia, complice anche l’avversario molto alla portata, non è stato un grande banco di prova. Il rischio c’è stato, perché Amato Ciciretti – uno dei più chiacchierati giovani dello scorso campionato di Serie B, amato e ambito dalla solita sequela di squadre di A che poi, però, a conti fatti non hanno investito nulla – ha trovato uno dei suoi colpi per andare in vantaggio. L’entusiasmo del Benevento è comprensibile: alla prima in A, con una squadra ritoccata per poter raggiungere la salvezza nelle ultime giornate di campionato, non voleva sicuramente sfigurare e ha dato tutto quello che poteva, soprattutto nel finale, quando ha provato a cercare il pareggio. Ma di base le qualità tecniche erano diverse, la Sampdoria è di un gradino almeno più in alto. Persino questa Sampdoria, andata in campo con la medesima formazione dello scorso anno, ma indebolita (Ramirez a parte).

In sostanza Sala era ancora al suo posto, e ci rimarrà salvo sorprese dell’ultimo minuto che porteranno a Giampaolo un esterno destro di difesa; a sinistra c’era addirittura Pavlovic, che oltre delle sporadiche apparizioni non è mai stato preso in grande considerazione dal tecnico; accanto a Silvestre c’era Regini, che è stato spostato di ruolo, come già anticipato nel corso del pre-campionato. Insomma mancavano gli innesti, sia perché Ferrari era in panchina, ma ci auguriamo di vederlo già domenica prossima in campo, sia perché Murru, che a causa di un infortunio non si è allenato così tanto, non è stato ritenuto esser subito pronto. Qualcosa manca, questo è il succo. Anche perché manca un attaccante: la coperta è molto corta, tanto che la sostituzione per far rifiatare Caprari è stata con Bonazzoli, che sta per partire verso la Spal. Ciò che non è mancato è stato Ramirez, perché l’ex Bologna, per stessa ammissione di Quagliarella, autore della doppietta decisiva, ha smistato i palloni decisivi, ha avuto la visione di gioco fondamentale. Gaston è un giocatore noto al nostro campionato e lui conosce bene il nostro modo di affrontare il calcio, quindi il matrimonio è stato giusto e spero possano arrivare soddisfazioni ancora più importanti nelle prossime partite. Intanto la nostra provvidenza ha il solito nome e il solito cognome: Fabio Quagliarella. L’attaccante ha anche un compito importante quest’anno, perché è il giocatore in attività con più gol in Serie A: la sfida è con Pazzini, che sabato ha provato ad avvicinarsi, ma è stato subito rispedito al secondo posto. Sarà una bella sfida e visto l’inizio non sarebbe male se Quagliarella riuscisse a sfondare il muro del suo record stagionale, anche perché, nonostante gli acciacchi, il nostro capitano in pectore ha voluto – dovuto – essere in campo e per risolvere questa gara. E l’ha fatto. Che si riparta da qui, da Quagliarella, ma anche da Torreira – praticamente ovunque, sempre e comunque – da Silvestre, dall’intero centrocampo con tutti i suoi cambi a disposizione, e che si sfruttino questi ultimi dieci giorni di mercato per colmare le nostre lacune: un esterno destro e un attaccante. Presto.

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