Barreto si confessa: «Io, regista per una notte»

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Barreto commenta il cambio di ruolo: «Mi sono messo a disposizione di Giampaolo»

Si avvicina la prima partita ufficiale per la Sampdoria di Marco Giampaolo. Domenica, alle ore 20.30, la squadra blucerchiata affronterà la Viterbese nel match valido per il terzo turno eliminatorio di Coppa Italia. Edgar Barreto scenderà in campo da regista e forse vestirà la fascia di capitano: «Sono molto felice del rinnovo perché è stata una testimonianza di fiducia da parte della società che alla mia età fa un grande piacere. Sono rimasto per dare il mio contributo, come sempre, ma anche per dare una mano ai giovani a crescere ed è qualcosa che per me è molto stimolante. La mia famiglia voleva tanto restare a Genova e siamo felici. Sul fatto di ritrovarmi ora capitano, se Fabio non giocherà, è solo perché purtroppo sono il più vecchio. E sul ruolo di regista, che non è il mio, mi sono messo a disposizione del mister e cercherò di fare del mio meglio», commenta sulle pagine del Secolo XIX.

«Giocare davanti alla difesa non è un fatto di piacere, sono le mie caratteristiche che sono più adatte alla mezzala ma, come detto, non c’è problema se servo in mezzo mi metto in mezzo. Viene prima la squadra di Barreto. Ho già fatto il regista, in particolare al Palermo dove giocavamo a tre a centrocampo, ma sempre per situazioni di emergenza. Cambiano i movimenti, l’aggressività, la posizione, l’atteggiamento con e senza palla. Nulla che non si possa imparare, bisogna farci l’abitudine, è quello che sto facendo in queste settimane. Cerco di farmi trovare pronto, dall’altra parte sono da tanti anni in Italia e mi piace studiare i movimenti degli altri ruoli, è una cosa che da sempre mi intriga: pensare a come ragiona il compagno che è in un altro punto del campo».

«Segnare più gol? A livello di numeri non ho mai segnato molto, al massimo 3-4 a stagione. L’anno scorso in effetti solo una rete, è poco, speriamo di aumentarle anche con l’impostazione offensiva ci sta trasmettendo il mister. Jankto? Si è adattato molto bene nel nostro sistema di gioco. È bravo, molto dinamico, ha potenzialità incredibile e corsa. Sta imparando le idee del mister, sono sicuro che farà bene. Vieira è ancora più giovane, non sa la lingua e viene da un altro campionato. Forte è forte, si vede il potenziale, ma diamogli tempo di ambientarsi e capire tutto. A me piace aiutare i giovani, a gente con la nostra età è giusto chiedere anche questo. Tanti non parlano la lingua, sono catapultati qui da realtà lontane, ricordo quando io sono andato all’estero la prima volta: non è stato facile. Diamogli tempo, vedrete che nascerà una Samp forte».

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