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Capello: «All’Italia è mancata la rabbia. Fuorigioco? Penso questo»

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Fabio Capello, ex ct della Nazionale, ha fatto il punto sull’Italia fuori dal Mondiale e sul campionato di Serie A: le sue parole

Fabio Capello, ex ct della Nazionale, ha fatto il punto sull’Italia fuori dal Mondiale in Qatar e sul campionato di Serie A. Le sue parole a Il Corriere della Sera.

ITALIA FUORI DAL MONDIALE – «Agli Europei vedevo una squadra compatta, lottava e si stimavano: non c’era lo stesso spirito nelle qualificazioni. Perdevano palla e mancava rabbia. Dopo anni senza vincere si pensa di continuare a farlo perché hai già vinto». 

RIPARTIRE DAI GIOVANI – «L’idea di cercare, di capire e di provare è positiva. Però il raggio d’azione è troppo ampio. Non ho apprezzato il presentarsi con una squadra sperimentale contro una Germania di cui conosci il valore». 

FAVORITE MONDIALE – «L’Argentina vista contro l’Italia mi è piaciuta molto, il Brasile è di grande livello, la Germania arriva sempre, c’è la Francia poi, ma mi intriga tantissimo l’Inghilterra. L’ho allenata, ricordo che a ottobre-novembre potevamo battere qualsiasi squadra, dopo veniva il calo, la Premier è troppo stressante. Stavolta arrivano freschi, scoprirò se la mia teoria è valida». 

FUORIGIOCO SEMIAUTOMATICO – «Il fuorigioco va benissimo, ma quelli al Var capiscono poco di dinamica del movimento calcistico e sbagliano valutazioni. L’altro problema sono gli arbitri: devono fischiare meno e non premiare ogni contatto se uno si butta per terra. Abbiamo troppi ammoniti. Manca ritmo, agonismo, velocità. Riguardavo la finale di Champions Juventus-Milan del 2003, adesso vanno al 50% di quella velocità. Siamo andati indietro»

UN GIOVANE SU CUI PUNTARE – «Raspadori. Intelligente, ha qualità, senso del sacrificio, gioca in avanti e difende: sa fare tutto. Zaniolo? È la speranza del calcio italiano, gli auguro che quelle ginocchia rimangano salde: l’Italia ha bisogno di giocatori come lui».