Caprari è l’unico problema di Caprari: ma i fischi non sono necessari

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© foto Db Genova 04/11/2018 - campionato di calcio serie A / Sampdoria-Torino / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Caprari

L’attaccante della Sampdoria non sta attraversando un momento felice in campo: giusti o sbagliati, i fischi non sono necessari

La crisi di risultati della Sampdoria si ripercuote inevitabilmente sui singoli. Uno su tutti Gianluca Caprari, ritenuto un jolly offensivo da Marco Giampaolo per via delle sue qualità che si adattano al ruolo sia di trequartista sia di attaccante puro. Arrivato due estati fa dall’Inter nell’ambito della cessione di Milan Skriniar in nerazzurro, il classe ’93 non è mai riuscito a incidere come società e ambiente si sarebbero aspettati. Un anno di transizione è giustificabile, il secondo invece no. Specialmente per l’onerosità del suo cartellino e, per l’appunto, le sue doti tecniche. Oltre a mancare di concretezza sotto porta, il limite evidentemente apparso nelle ultime due giornate è legato alla personalità. Sente troppo la responsabilità della sua presenza in campo, un errore pesa come un macigno sulle spalle. I motivi sono disparati, è perfino complesso individuare un’unica causa del malessere che lo attanaglia.

Proprio perché si tratta di un problema psicologico, l’allenatore blucerchiato non perde occasione per incitarlo e sostenerlo. Non vuole abbandonarlo del tutto, insomma. Cosa che però la tifoseria della Sampdoria pare abbia già fatto. La conferma dell’esilio di Caprari al suo destino è stata la marea di fischi che lo ha sommerso durante la partita contro il Torino e al momento della sostituzione per il subentrante Dawid Kownacki. È vero, i granata si erano portati sul 4-1, la rivalità tra le due tifoserie si faceva sempre più acuta e non era logicamente prevedibile ricevere applausi o quantomeno indifferenza. Come se non bastasse una tale umiliazione generale, la bocciatura è stata rimarcata sul finire della sciagurata trasferta allo stadio “Olimpico” di Roma. La sua Roma, dove è cresciuto e per la quale fa il tifo. A braccetto, sostenitori giallorossi e blucerchiati lo hanno salutato nuovamente con fischi assordanti, sebbene più timidi di quelli provenienti dal boato del “Ferraris” circa una settimana fa.

Preso atto delle difficoltà riscontrate da Caprari e i numerosi infortuni che, a turno, colpiscono Fabio Quagliarella e Riccardo Saponara, è bene chiedersi quanto sia necessario recuperare un giocatore come lui che, se in salute fisica e mentale, può far vedere grandi cose. I fischi sono giusti o sbagliati? Non esiste una risposta, anzi deve sussistere una buona dose di critiche per evidenziare un problema e incentivare a risolverlo nel più breve tempo possibile. In più c’è il solito aspetto dello spettatore pagante, libero di manifestare in ogni momento il proprio disappunto verso uno spettacolo che non è stato gradito. A essere evitabile, tuttavia, è l’accanimento preventivo. Per quanto consentito, non è necessario fischiare qualsiasi giocata di Caprari. Altrimenti si continuerà ad appagare in eterno un vano desiderio personale e si vedrà sfumare un investimento che, per quel che se ne dica, può essere importante per la Sampdoria.

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