Verso Torino: Castan, De Silvestri e Mihajlovic, quando lasciare la Samp si rivela un autogol

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Chi lascia la Samp non sempre trova fortuna dalle altre parti, lo testimoniano bene gli esempi di Leandro Castan, Lorenzo De Silvestri e Sinisa Mihajlovic

La Sampdoria rappresenta, nel panorama calcistico italiano, una di quelle poche società in cui un allenatore o un giocatore possono lavorare tranquillamente e maturare, senza eccessive pressioni da parte di una piazza che certamente esige impegno e rispetto per la maglia, ma che lascia ai propri beniamini la tranquillità di poter svolgere il proprio lavoro in pace. Saranno il mare e il clima mite della riviera che trasmettono la giusta serenità, sarà la tradizione di una società che è sempre stata attenta al benessere dei propri tesserati, fatto sta che chi arriva a Genova, sponda blucerchiata, è circondato da un ambiente che – circostanze avverse a parte – gli permette di potersi esprimere al massimo delle proprie potenzialità. La controprova è presto fatta: sono tantissimi i talenti esplosi, improvvisamente o definitivamente, dopo il loro approdo sotto la Lanterna. Quagliarella, Pazzini, Icardi, Gabbiadini, Mustafi, Schick, Torreira fra i giocatori, senza dimenticare allenatori come Mihajlovic e Giampaolo che hanno trovato nei colori blucerchiati un forte motore di rilancio per le rispettive carriere.

ERA MEGLIO RESTARE? – Se dunque approdare a Genova può portare i suoi benefici, svuotare il proprio armadietto a Bogliasco per trasferirsi altrove non sempre si dimostra la scelta più giusta: anche in questo caso, sono moltissimi gli esempi che si potrebbero fare – per restare ai nomi di prima -, da Pazzini a Gabbiadini, passando per Obiang. Ma ce ne sono anche altri: la Sampdoria sabato sera incontrerà il Torino, una vera e propria colonia di ex blucerchiati, allenatore compreso. Fra questi, sono presenti Leandro Castan e Lorenzo De Silvestri, meteora estiva l’uno, giocatore di lunga militanza fra le fila doriane, l’altro. La storia del centrale brasiliano alla Samp è nota: arrivato in prestito dalla Roma per rilanciarsi, mister Giampaolo non ha trovato in lui il suo prototipo di difensore ideale, tanto da non potergli garantire la titolarità. A quel punto, Castan ha fatto armi e bagagli in direzione Torino, non senza una punta di veleno nei confronti della Samp, affermando che il treno giusto da prendere era quello granata. Per quanto riguarda De Silvestri, invece, il ragazzo ha voluto legittimamente provare una nuova esperienza dopo diversi anni passati in Liguria, seguendo il suo ex allenatore sotto la Mole.

NESSUN PASSO IN AVANTI – Il risultato, per entrambi, è stata una stagione piuttosto deludente: il difensore centrale di proprietà della Roma ha iniziato il campionato da titolare, al centro della difesa granata accanto a Rossettini; piano piano, poi, alcune prestazioni poco convincenti unite a problemi di tipo muscolare – affaticamenti e un infortunio al bicipite femorale – hanno relegato Castan dapprima sul lettino dei massaggiatori, e poi in panchina: il classe ’86, fra problemi fisici e scelte tecniche, non vede il campo da gennaio. Anche per De Silvestri le cose sono precipitate dopo un buon avvio di campionato: dopo esser partito titolare nelle prime 5 giornate, qualche problema fisico lo ha costretto in panchina per qualche giornata, un fatto che è bastato a Zappacosta per imporsi sulla fascia e per sottrargli il ruolo da titolare. Lo score personale del terzino romano recita 14 presenze e ben 18 panchine quest’anno. Molte, troppe, considerando che alla Samp avrebbe conservato il suo ruolo di titolare. Infine, Mihajlovic: dopo l’anno e mezzo alla Samp, il tecnico di Vukovar ha conosciuto la grande delusione dell’esonero al Milan e, nonostante i proclami di inizio campionato, sta conducendo il Torino ai tranquilli lidi della metà classifica, ma nulla più. Come per una sorta di karma poi, la Samp, nelle ultime giornate aveva addirittura superato i granata in classifica – anche se, grazie alle ultime due sconfitte blucerchiate contro Sassuolo e Crotone, i ragazzi di Mihajlovic sono ora tornati avanti di 3 punti. A conti fatti, si può infine dire che, a dispetto delle aspettative con le quali i tre ex blucerchiati hanno lasciato il capoluogo ligure per approdare in quello piemontese, lasciare la Sampdoria non ha certamente rappresentato un passo in avanti nella carriera di nessuno dei tre.