Cinque anni senza Boskov: le sue frasi storiche

boskov sampdoria
© foto Twitter

Il 27 aprile 2014 si spegneva Vujadin Boskov: le frasi storiche dell’ex allenatore della Sampdoria

Gli anni passano, ma la memoria di Vujadin Boskov tra i tifosi della Sampdoria non accenna a svanire e, anzi, si fa sempre più forte. Un ricordo indelebile a tinte blucerchiate di un allenatore che è stato molto più di un allenatore: un maestro di calcio, sì, ma anche di vita, capace di scrivere le più belle pagine della storia della Samp, trasformandola per qualche anno in una delle squadre più vincenti (e avvincenti) sia in Italia che in Europa.

Boskov si è spento il 27 aprile del 2014, all’età di 82 anni, dopo una lunga lotta contro una feroce forma di Alzheimer e oggi, a 5 anni esatti dalla sua morte, un pensiero non può che essere dedicato al più grande tecnico blucerchiato. Lo vogliamo ricordare come sarebbe piaciuto a lui, con ironia, tratto imprescindibile del suo carattere. Ecco alcune delle sue frasi storiche, aforismi entrati a far parte dell’immaginario calcistico italiano per cui lo zio Vuja si è sempre contraddistinto:

  • “Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare”
  • “Gullit è come cervo che esce di foresta” (sull’arrivo dal Milan di Gullit, ndr)
  • “Gullit è come cervo ritornato in foresta” (sul ritorno al Milan, ndr)
  • “Squadra che vince, non si cambia”
  • “Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare”
  • “Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat” (prima di sfidare la Juventus)
  • “Rigore è quando arbitro fischia”
  • “L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto”
  • “Sampdoria gioca calcio con cuore, come quando una mamma ama suo figlio. Sampdoria non è solo una squadra professionale, ma mette animo in tutto corpo”
  • “Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0”
  • “Meglio un amico con difetto che niente amici: meglio campioni con difetto che niente campioni”
  • “Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili”
  • “Pallone entra quando Dio vuole”
  • “Se io slego mio cane, lui gioca meglio di Perdomo (centrocampista del Genoa, ndr). Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane”