Come cambia la Sampdoria con Wilshere

Wilshere Sampdoria
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Calciomercato Sampdoria, Jack Wilshere è un “tuttocampista”: ma non paragoniamolo a Trevor Francis

Il nome di Wilshere, accostato alla Sampdoria, mi ha smosso due sentimenti: apprensione e eccitazione. E la testa è volata subito a Trevor Francis, ma il paragone, bisogna dirlo subito, non lo faremo. Ci vogliamo focalizzare soprattutto sull’utilità di un’acquisto come l’inglese e su quello che può dare alla Sampdoria. Ma torniamo un attimo alle sensazioni che l’accostamento di Wilshere ai colori blucerchiati ci ha provocato. La prima reazione è l’apprensione dovuta alle considerazioni fisiche, il centrocampista se integro è un giocatore che può svariare nella mediana, creando giocate incredibili frutto delle geometrie che solo lui riesce a vedere in campo, dall’altra parte però la sua fragilità e i tanti infortuni subiti hanno acceso il campanello d’allarme negativo. Tecnicamente, se integro, è un giocatore ineccepibile, come vi abbiamo presentato nella scheda tecnica riassuntiva della sua carriera. Il problema si porrebbe solo qualora non fosse al massimo della condizione fisica. La seconda reazione, quella dettata dalla fantasia di vedere Wilshere in campo, non è stata smorzata dall’idea di come Giampaolo lo possa utilizzare. Certo, l’inglese non nasce trequartista ma effettivamente la Sampdoria cerca un vice Alvarez in attesa di capire se Djuricic sia visto dal mister come possibile sua riserva. Wilshere potremo definirlo un “tuttocampista” nel senso che può giocare indistintamente in qualsiasi porzione di campo, può diventare il vice di Barreto, giocare al posto di Torreira in mezzo alla mediana, o fare la mezz’ala come Giampaolo vede Praet. È anche vero che a centrocampo la Sampdoria è proprio ben fornita di interpreti. Torreira e il suo vice Capezzi, come si evince dagli esperimenti fatti da Giampaolo a centrocampo. Barreto, Verre, Linetty e Praet a contendersi la maglia per le altre due posizioni accanto al centrale di centrocampo, Alvarez e Djuricic sulla trequarti. Ma la forza di Wilshere potrebbe essere proprio la duttilità, ossia essere il giocatore da tirare fuori dal cilindro quando serve un cambio tattico in corsa, senza ovviamente rinnegare i principi cardine del gioco di Giampaolo.

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