Sampdoria-Genoa, Criscito scrive ai tifosi: «Gara della vita»

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Criscito, così come Quagliarella, scrive una lettera a tutti i tifosi in attesa di Sampdoria-Genoa. Il pensiero del capitano rossoblù

Così come fatto da Fabio Quagliarella, anche il capitano del Genoa Mimmo Criscito ha espresso il suo pensiero sulla gara tra Sampdoria e Genoa attraverso le pagine de La Gazzetta dello Sport.

«È attraversando notti come queste che impari ad amare: il Genoa, Genova, il calcio, la mia squadra, la mia città, la mia passione. Sarà, come sempre, la più bella partita del mondo. Quella che si gioca stasera è una sfida verso la fine del viaggio, dentro una notte di mezza estate. Un derby così non lo avevamo mai visto e neppure immaginato. E non lo avevamo mai vissuto, ma Genova non si spaventa, ha il mare sempre in faccia, sa che in porto può sempre sbarcare una novità. Niente paura, meglio avere coraggio, quello che scopri quando hai il privilegio raro di diventare il capitano del Genoa».

«Il derby di Genova è sempre qualcosa in più, è la partita della vita, quella che tutti vorrebbero giocare almeno una volta. È il cuore di questa città, magnifica e orgogliosa, onesta, civile. È Genova, ferita e mai sconfitta. Qui, dove tutto scorre anche attraverso i novanta minuti più recupero di una sfida che sarà sempre unica. Sappiamo che questa è l’essenza della nostra genoanità, conosciamo il significato che ha per la nostra gente, sappiamo che come sempre loro saranno al nostro fianco. Sappiamo che per loro daremo tutto. Il derby è nostro, resta una questione privata tra il Genoa, i suoi tifosi, noi giocatori».

«Quello di questa sera si giocherà pochi giorni prima dell’inaugurazione del nuovo viadotto sul Polcevera, quel Ponte Morandi che il 14 agosto 2018 ha trascinato via la vita di 43 persone, bambini, donne, uomini. Siamo stati uniti, nel dolore, nella solidarietà, nel bisogno di ripartire. Ora sarà anche attraversando questo ponte che racconteremo al mondo che Genova non si è arresa e non lo farà mai. Genova non si darà mai per vinta, lo racconta la sua Storia, fa parte del Dna dei genovesi. Avrei voluto che questo ponte portasse il nome di Fabrizio De André, ma questo non cambierà il senso di questa storia. Che è fatta di solidarietà, coraggio, orgoglio, forza. È senso di appartenenza. È lo spirito di Genova, del Genoa. È quello che metteremo in campo, per costruire il nostro ponte. Quello che porta verso il futuro il club più antico del calcio italiano. Sono i nostri valori, quelli che hanno già attraversato 126 anni di una storia meravigliosa».