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Dagospia – Quando Ferrero diceva: «Rubare è una cosa importante»

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Dagospia riprende un’intervista del 2010 di Massimo Ferrero al Fatto Quotidiano: ecco le dichiarazioni

In un’intervista del 2010 rilasciata al Fatto Quotidiano, Massimo Ferrero, proprietario della Sampdoria e attualmente in carcere, parlava dell’importanza di rubare. Ecco le dichiarazioni complete riprese quest’oggi da Dagospia.

PASSATO – «C’è chi ha la mangiatoia a portata di bocca e chi si deve chinare fino a terra per mangiare: io sono tra loro. E ne sono orgoglioso. Sono nato a Testaccio: mio padre faceva il controllore dell’Atac, mia madre l’ambulante a Piazza Vittorio. Di studiare non mi fregava niente, poi uscì la legge dell’obbligatorietà e a scuola iniziai ad andare con la camionetta dei Carabinieri».

CINEMA – «Il cinema sono io. A otto anni scappavo di casa per andare a Cinecittà, amavo l’atmosfera zingaresca. Facevo piccole parti, apparizioni anche brevissime. Vita dura. Un giorno vedo Gianni Morandi: ‘Mi dia un consiglio, qui non mi prende nessuno’. Fu gentile. Mi insegnò una formula civile. ‘Buongiorno, sono Massimo Ferrero, mi piacerebbe lavorare con lei, mi metta alla prova’».

RUBARE – «Vi dico una cosa. Chi ruba a Ferrero, chi prova a fregarlo, deve morire. Rubare è una cosa importante e ci vuole gente seria. Voi sapete solo lavorare».

MASI – «Era meglio se alla Rai non fosse andato. Dite al signor Masi che io non voglio essere amico del direttore generale, ma dopo aver fatto 120 film in 40 anni, esigo che mi rispetti come produttore. Voglio essere trattato come tutti. Da quando è alla Rai non ho fatto un solo minuto di fiction. Avevo dei lavori in ballo prima che arrivasse. Qui giocano con la vita di tante famiglie. Io respiro solo ostruzionismo. Masi lavora 18 ore al giorno. Mi avrà ricevuto tre volte. Perché invece di descrivermi come Calimero, non guardano al comportamento dei suoi predecessori?».