Di Francesco vs Pioli, chi è meglio? L’analisi

di francesco pioli
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Sono ormai due i candidati per la panchina della Sampdoria: scopriamo i punti di forza di Pioli e Di Francesco

Con l’addio di Marco Giampaolo alla Sampdoria che attende solo di essere formalizzato e ufficializzato, il presidente blucerchiato Massimo Ferrero si è messo al lavoro da diversi giorni per trovare un adeguato sostituto del tecnico abruzzese in vista della prossima stagione. Sono stati tanti i nomi accostati alla panchina doriana, ma nelle ultime ore la corsa sembra essersi ormai ridotta a due alternative: Stefano Pioli e Eusebio Di Francesco. Con il primo, dimessosi da tecnico della Fiorentina ad aprile, la Sampdoria ha un accordo di massima, mentre per quanto riguarda l’ex allenatore della Roma – opzione per la quale Ferrero sta spingendo particolarmente – il problema è dato dalle perplessità dell’allenatore pescarese, ancora non del tutto convinto della destinazione blucerchiata.

Posto che la decisione sul nuovo tecnico doriano dovrà essere presa in tempi brevi, soprattutto per indirizzare il calciomercato estivo che aprirà i battenti a luglio, cerchiamo di capire quale potrebbe essere il profilo più adeguato per la Sampdoria. Quello di Pioli è un nome che non circola per la prima volta dalle parti di Corte Lambruschini: più volte in passato la Sampdoria ha infatti sondato la disponibilità del tecnico a trasferirsi a Genova, senza che tuttavia il matrimonio arrivasse mai a concretizzarsi. Allenatore serio e pragmatico, Pioli balza agli onori delle cronache soprattutto dopo le ottime stagioni disputate con il Sassuolo in Serie B – guidato ad uno storico quarto posto nella stagione 2009/10 – e con il Chievo in Serie A l’anno successivo – undicesimo posto e quarta miglior difesa del torneo. I riconoscimenti per Pioli aumentano poi nelle successive stagioni alla guida di Bologna – 50 punti ottenuti in 33 gare – e Lazio – terzo posto in campionato nel 2014/15. Meno fortunate invece le ultime due esperienze in panchina, con Inter e Fiorentina, terminate con un esonero e una difficile separazione del club gigliato.

Per quanto riguarda l’aspetto tattico, Pioli ha sempre dimostrato di sapersi adattare ai giocatori a sua disposizione, anche per quanto riguarda i moduli di gioco. Con la Fiorentina, nell’ultima stagione, ha spesso utilizzato un 4-3-3 molto offensivo, prediligendo lo sviluppo del gioco sulle fasce per sfruttare i cross dei terzini – l’esplosione di Cristiano Biraghi ne è un chiaro sintomo – e le giocate in velocità degli attaccanti esterni. Insomma, la base da cui partire, alla Sampdoria, per Pioli sarebbe certamente buona: una difesa costruita per la linea a quattro e un centrocampo a tre potrebbero essere i caposaldi sui quali costruire la squadra, andando magari – come sembra che la Samp stia facendo in sede di mercato – a rivoluzionare l’attacco. Rivoluzione del reparto offensivo che andrebbe attuata anche nel caso in cui Ferrero riuscisse a convincere Di Francesco a firmare con il club blucerchiato. Come noto, il tecnico abruzzese è sempre stato convinto fautore di un calcio offensivo e spettacolare, spesso messo in pratica mediante un 4-3-3 o, più recentemente, mediante un 4-2-3-1 che più si adattava alle caratteristiche dei giocatori giallorossi.

Certamente, da questo punto di vista, Di Francesco – pur nella diversità dei moduli utilizzati – rappresenterebbe il successore ideale di Giampaolo, che nella sua avventura a Genova ha sempre predicato l’importanza di giocare un calcio offensivo e verticale, un calcio coraggioso e qualitativo. Ripartire da un livello più basso, per Di Francesco, potrebbe costituire inoltre l’occasione per tornare ad essere l’allenatore-demiurgo che ha dimostrato di poter essere al Sassuolo, di poter cioè rispolverare le sue capacità di plasmare una squadra a sua somiglianza infondendo un credo tattico preciso – cosa che a Roma non ha potuto fare per diversi motivi, dai tanti infortuni che hanno colpito i giallorossi alla poca propensione dell’ambiente capitolino nell’aspettare che il lavoro del tecnico desse i propri frutti sul lungo periodo. Genova, da questo punto di vista, potrebbe davvero rappresentare l’ambiente ideale per ripartire. Due allenatori in cerca di riscatto, due tecnici preparati e vogliosi di tornare ad essere protagonisti; qualunque sia la scelta finale di Ferrero, i tifosi blucerchiati possono dormire sonni tranquilli: la Samp sarà in buone mani.