Dimitri Oberlin, chi è lo svizzero che ha ipnotizzato Julio Cesar

Oberlin Sampdoria
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La tradizione svizzera è dalla parte della Sampdoria: Dimitri Oberlin è una gemma grezza che alla corte di Giampaolo può far esplodere tutto il suo potenziale.

Mentre Walter Sabatini punta a chiudere gli arrivi di Defrel e Rafael, e il ritorno di Obiang, c’è un affare tenuto leggermente sotto traccia che potrebbe valere un’altra ottima plusvalenza per il futuro, in pieno stile Sampdoria. Si tratta di Dimitri Oberlin, giocatore non proprio sconosciuto, ma che essendo una gemma del calcio svizzero è facilmente passato inosservato e lontano dai riflettori. È il destino di chi calca il terreno elvetico: talenti che vengono notati da un calcio che non è quello italiano, salvo sporadici casi, e che sono destinati a esplodere esclusivamente in Germania o, ultimamente, in Inghilterra. Sabatini però ci ha visto lungo, puntando su uno di quei talenti che al St. Jakob-Park, il tempo all’interno del quale hanno corso campioni del calibro di Marco Streller e Alexander Frei, ha già detto la sua. Percorrendo quella stessa strada che è stata di ivan Rakitic (12 anni nel settore giovanile del Basilea), Mohamed Salah, Elneny, Shaqiri, Dragovic, Schar, Xhaka e chi più ne ha più ne metta, il classe ’97 originario del Camerun ora potrebbe preparare la valigie, direzione Genova.

Il debutto tra i professionisti di Oberlin arriva il 18 maggio del 2014 contro l’Aarau, con la maglia dello Zurigo: un’occasione rapida e indolore, perché poche settimane dopo l’attaccante svizzero si trasferisce in Austria, percorrendo la medesima strada che era stata di Johan Vonlanthen un decennio prima, per volontà di Giovanni Trapattoni. Con il Salisburgo Oberlin si laurea due volte campione d’Austria e vince anche una Coppa Nazionale, a corredo di 20 presenze, 4 gol e 3 assist. Piede destro, veloce, longilineo ma non per questo fragile: Oberlin sa attaccare lo spazio in velocità, sfruttando l’ottima capacità di dribbling in suo possesso, ma sa anche giocare di sponda con le spalle alla porta. Un attaccante quasi completo, che pecca nei colpi di testa, non il suo piatto forte, ma che saltuariamente si concede anche qualche rete d’incornata, sfruttando il suo metro e 82. Pochissime le reti di testa, però. Con il mancino non tira praticamente mai, ma la delicatezza e la precisione del piede destro si notano subito. Nel 2017 il Basilea ha deciso di riportarlo in patria, prendendolo in prestito dal Salisburgo all’età di quasi 20 anni: prestito oneroso a 700 mila euro per poi riscattarlo al termine della scorsa stagione versando 4,1 milioni nelle casse austriache. Un investimento quasi di 5 milioni, per un giocatore che nell’ultimo campionato ha raccolto 26 presenze in campionato, di cui 8 da titolare. Cinque reti in Super League e quattro in Champions League.

Partito titolare sei volte sulle otto partite disputate nella competizione massima europea dal Basilea, la partita che Oberlin più ricorderà sarà quella contro il Benfica: 5-0 al St. Jakob Park, con una doppietta segnata a Julio Cesar, uno che di Champions se ne intende. Una conclusione perfetta sotto le gambe del portiere brasiliano che vale il 2-0, dopo un’ottima ripartenza in velocità, poi il rigore procurato per il 3-0 (dopo aver conquistato anche una punizione pericolosa a metà della prima frazione di gara), e infine il 4-0 dopo un dribbling – il suo piatto forte, come dicevamo – sul penultimo difensore e ancora una conclusione sotto le gambe di Julio Cesar. Oberlin ha poi segnato di nuovo al Benfica, al ritorno, nella vittoria per 2-0, e al CSKA Mosca, in Russia, nel 2-0 che risultò fondamentale per arrivare agli ottavi. Nel doppio scontro con il Manchester City (aggregate di 5-2, con vittoria dei citizens per 4-0 all’andata e per gli svizzeri 2-1 al ritorno) Oberlin ha giocato per un totale di 164′, senza riuscire a incidere. Ora, alla vigilia dei suoi 21 anni, Dimitri Oberlin si guarda intorno: il Basilea è maestro di plusvalenze, come Embolo e Salah insegnano negli ultimi anni, ma produce così tanti talenti pronti per essere venduti che potrebbe anche permettersi una cessione non da capogiro. Il campionato in Svizzera è già iniziato, male per il Basilea che ha perso la prima contro il San Gallo: per Oberlin mezz’ora in campo, al posto di Stocker, schierato esterno destro nel tridente che appoggiava Ajeti. Quest’ultimo, altro ’97, è stato acquistato per 1,5 milioni dal San Gallo: avere due doppioni in rosa non conviene a nessuno e noi spingiamo volentieri Oberlin verso il mare. Verso i riflettori che tra due anni potrebbero spedirlo all’Europeo, al posto magari proprio di Albian Ajeti.

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