ESCLUSIVA – Lecce-Sampdoria, Bergonzi: «Rigori netti. Gesto assurdo di Bonazzoli»

Bergonzi Ranieri Sampdoria
© foto An Milano 09/09/2013 - incontro tra arbitri, dirigenti, allenatori e capitani della serie A / foto Andrea Ninni/Image Sport nella foto: Mauro Bergonzi

Esclusiva SampNews24 – L’ex arbitro Bergonzi commenta gli episodi di Lecce-Sampdoria

Mauro Bergonzi, ex arbitro di Serie A e tra i migliori moviolisti in Italia, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sampnews24.com per commentare Lecce-Sampdoria.

Prima di entrare nel dettaglio dei singoli episodi, facciamo la consueta sintesi sull’operato della terna arbitrale.
«In una partita bruttissima, con due squadre impaurite dalla posta in palio, il risultato è stato determinato da quattro episodi chiave: tre penalty e la mancata espulsione di Bonazzoli. Sui tre rigori nulla da eccepire, diversa la questione relativa al calcio che l’attaccante della Sampdoria ha dato a Donati».

Partiamo dai rigori. Il primo è stato causato dal fallo di Tachtsidis su Jankto. Corretta la decisione di Rocchi?
«Tachtsidis è di una ingenuità incredibile. Si è fatto soffiare il pallone in uscita dall’area da Jankto. Una ingenuità che non si vede nemmeno sui campi dei dilettanti. La palla sta uscendo dall’area, non puoi fare un errore del genere. Il rigore è nettissimo».

Il secondo tiro dal dischetto è causato dall’entrata di Thorsby su Saponara. Corretta la valutazione del direttore di gara?
«L’ingenuità di Thorsby forse è peggio di quella di Tachtsidis. Aveva tutto il tempo di ragionare, invece è entrato in tackle con piede alto. Quando sei in pieno controllo del pallone, non puoi fare un errore del genere. Non è nemmeno un gesto da Thorsby, che generalmente è un calciatore corretto. E non è nemmeno questione di piede a martello. Se entri in tackle scivolato il pallone lo prendi, ma prendi anche tutto il resto. Aveva tutto il tempo di fare quello che voleva. Rigore netto»

Il terzo episodio è quello che ha destato forse maggiore chiacchiericcio. Il fallo di Paz ai danni di Depaoli non è così evidente.
«In diretta è da calcio di rigore immediato. Rivedendolo ci si accorge che tra i due giocatori c’è il contatto. È sicuramente il meno netto dei tre, ma è rigore».

Veniamo al calcio di Bonazzoli a Donati che, cronologicamente viene prima dei tre episodi. La decisione di Rocchi ha salvato la Sampdoria?
«C’è da fare una premessa, quando è successo Rocchi era coperto e non poteva vedere la dinamica. Davanti aveva un giocatore del Lecce e le sagome di Bonazzoli e Donati. Le non proteste e le immediate scuse dell’attaccante della Sampdoria, han fatto sì che non intervenisse. Qui l’errore è del Var che doveva intervenire. Un gesto del genere è da cartellino rosso diretto e, probabilmente, due giornate di squalifica. È di una ingenuità incredibile. Nella gara della vita, fare un gesto di quel tipo è assurdo. Intervento da dietro, fallo normale, che si vede su tutti i campi da gioco e già sanzionato dal direttore di gara. Bonazzoli reagisce con questa zampata? Magari non voleva nemmeno farlo, non sto indagandone le intenzioni. Ma le immagini sono inequivocabili. C’è poco spazio per l’interpretazione. Un ingenuità che poteva costare cara alla Sampdoria, nella partita della vita».