ESCLUSIVA – Salis: «Coronavirus devastante per lo sport. La Sampdoria affascina»

Salis Sampdoria
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Esclusiva SampNews24 – L’ex atleta Silvia Salis ha commentato le difficoltà dello sport in merito al Coronavirus e il momento della Sampdoria

L’ex martellista azzurra Silvia Salis ha parlato ai microfoni di Sampnews24.com delle conseguenze del Coronavirus sul mondo dello sport e analizzato il momento finora vissuto in campionato dalla Sampdoria, di cui è tifosa.

Quale effetto provocherà il Coronavirus sul mondo dello sport?

«Devastante purtroppo, come lo sarà per ogni realtà, lo sport però essendo legato ad una pratica quotidiana che rimanda a risultati a breve e lungo termine avrà danni su più livelli».

A tal proposito, come giudichi il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo?

«Una presa di coscienza doverosa da parte del Cio».

Quali consigli daresti a un atleta per portare avanti la propria preparazione sportiva nonostante l’isolamento?

«La stagione 2020 è ormai probabilmente sfumata. Gli atleti devono cercare di rimanere sani e rinforzare i propri punti deboli in questo momento privo di competizioni».

Passando al calcio, si parla tanto del futuro della Serie A. È giusto concludere il campionato?

«Se ci saranno le condizioni di sicurezza si, sennò ogni forzatura è inopportuna».

Per la Sampdoria è stata una stagione particolare. Ti aspettavi l’attuale posizione di classifica e quali colpe riscontri in questo crollo rispetto all’anno scorso?

«Non mi aspettavo certo di essere tra i primi ma neanche così in basso, troppe cessioni due cambi di allenatori, incertezze societarie, è un momento complicato su tutti i fronti».

La mancata cessione ha gettato ombre sul destino societario. Come reputi la gestione di Ferrero e pensi che, più avanti, possa aprirsi una nuova trattativa per la vendita del club?

«Ferrero ha una gestione molto personalizzata ed emotiva, dovrebbe delegare di più secondo me ai validi collaboratori che ha. Credo che la Sampdoria sia una squadra affascinante al netto dei problemi e che possa trovare nuovi ammiratori».

Qualche mese fa la Sampdoria ti ha invitata al “Ferraris“. Quali emozioni hai provato? Sei riuscita ad avvicinare il tuo compagno, Fausto Brizzi, ai colori blucerchiati?

«Vado da sempre allo stadio e mi emoziono ogni volta con i nostri inni. Fausto da piccolo aveva la maglietta della Samp, seppur romanista, quindi una simpatia c’era già».

Per concludere, di recente molte società di Serie A hanno appoggiato il movimento calcistico femminile. Cosa manca alla Sampdoria e ai club medio-piccoli per compiere questo passo e dare più spazio alle donne?

«Non manca niente, basta volerlo. Aiuterebbe avere qualche donna in più nella dirigenza ovviamente. Ma lo sport purtroppo ha ancora molta strada da fare su questo tema».