Fase 3 Coronavirus: le novità annunciate da premier Conte

© foto 16/05/2020 Roma - conferenza stampa Presidente del Consiglio dei Ministri / foto Alessandro Serrano'/Pool/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Giuseppe Conte ha annunciato l’introduzione dell’Italia nella Fase 3 dell’emergenza Coronavirus: le dichiarazioni del presidente del Consiglio

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto in conferenza stampa da Palazzo Chigi per annunciare le novità previste dalla Fase 3 dell’emergenza Coronavirus.

EMERGENZA – «Il sistema di controllo sta funzionando, così come il nostro indirizzo politico di procedere verso riapertura progressive. A distanza di un mese da quel 4 maggio, i numeri possiamo dirlo con prudenza e chiarezza sono incoraggianti. Gli ultimi monitoraggi non segnalano situazioni critiche, o di sovraccarico delle strutture ospedaliere sul fronte nazionale. Il trend è in diminuzione in tutte le regioni, e ci conforta e ci dà fiducia in vista delle decisioni che adotteremo».

FASE TRE – «Da oggi potremo spostarci da Regione a Regione senza alcuna autocertificazione. I dati della curva epidemiologica ci dimostrano che le misure adottate stanno funzionando, così come le aperture progressive in base al monitoraggio. Un mese dopo la riapertura della filiera produttiva i numeri sono incoraggianti: gli ultimi monitoraggi non segnalano infatti situazioni critiche e il trend dei nuovi casi diagnosticati è in calo in tutte le Regioni, dalla Lombardia alla Sicilia. La strada intrapresa in queste settimane è stata ed è quella giusta».

ECONOMIA – «Ci stiamo confrontando con un apparato sociale che non era pronto per erogare così tanti aiuti. Ci scusiamo per i ritardi, e stiamo provvedendo a pagare più velocemente i cosiddetti ammortizzatori sociali. Dobbiamo continuare ad intervenire per quei settori ancora in sofferenza: le piccole aziende, l’artigianato, le filiere manifatturiere, lo spettacolo. Questa crisi serve ad aiutare l’Italia dalle fondamenta, risolvendo tutti i problemi strutturali. Dovrà essere un nuovo inizio. La Commissione Europea ha messo sul tavolo una proposta da 750 miliardi con il Recovery Fund. Abbiamo dato dei segnali importanti, offrendo anche la possibilità ai giovani che sono all’estero di tornare in Italia. I tempi della giustizia civile e penale non sono accettabili. Non è accettabile avere un codice civile del 1942».

RINNOVAMENTO – «Dobbiamo lavorare per la digitalizzazione, pagamenti elettronici, portare la banda larga in tutto il paese, capitalizzare le nostre piccole e medie imprese, rilanciare gli investimenti pubblici e privati, tagliando la burocrazia, investire nelle grandi reti telematiche e idriche, puntare forte sul diritto allo studio e rinnovare offerta formativa, bandire posti per ricercatori. Non è accettabile avere un codice civile che risale al 1942, progetti di riforma che sono già presso le commissioni del parlamento, chiedo a tutte le forze politiche di lavorare. Se questi progetti verranno approvati potremo applicare tutto. seria riforma fiscale, sostenere le imprese, persone che sono ai margini. Contrastare la diseguaglianza. Progetto di paese impegnativo, essere consapevoli che la somma a disposizione dell’Italia non può essere considerata un tesoretto di cui potrà disporre il governo ma l’intero paese».