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Il Fatto Quotidiano attacca Ferrero: «Sampdoria in Serie A con un presidente arrestato»

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In seguito alla vicende e all’arresto di Massimo Ferrero, proprietario della Sampdoria, arriva l’attacco del Fatto Quotidiano

Continuano gli attacchi nei confronti di Massimo Ferrero. Questa volta è il turno del Fatto Quotidiano, che se la prende con il proprietario della Sampdoria e con tutti i problemi che ci sono all’interno del calcio italiano. Ecco quanto scritto dal giornale.

SAMPDORIA – «La sua Samp è un po’ il simbolo, solo un po’ estremo, di questa Serie A che naviga a vista, tira a campare tra trucchi, deroghe, plusvalenze, architetture societarie fantasiose. Er Viperetta è accusato di aver svuotato e mandato al macero alcune compagnie su cui era costruita la sua holding, per distrarre fondi e accumulare debiti. Ciò che in gergo tecnico si chiama bancarotta fraudolenta. Si è detto che lo scandalo non riguarda la squadra: questo è vero in senso stretto, ma solo in parte. Il club non è coinvolto nell’inchiesta, ma è chiaro che le ripercussioni ci saranno. Basti dire che Ferrero fino a pochi giorni fa era presidente del club, ed è stato fermato mentre era a Milano per trattare Stankovic come possibile nuovo allenatore al posto di D’Aversa. Ora chi deciderà se esonerarlo o meno? Di fatto oggi la Sampdoria è una società con la proprietà “decapitata” e non è normale trovarsi in queste condizioni. La Samp invece era probabilmente l’unico asset sano (più o meno, pure il club ha accumulato debiti), comunque di valore della galassia Ferrero. Tanto da volerlo proteggere col trust. Per il futuro la cessione è inevitabile, anzi è l’unica salvezza. Ma considerato il blasone della società, gli acquirenti non mancano e i guai di Ferrero potrebbero quasi facilitare il processo, considerando che anche dalle intercettazioni sembra emergere come fosse proprio la sua scarsa volontà di vendere l’ostacolo principale alle trattative. Per il presente, invece, non resta che in incrociare le dita e sperare che la situazione non precipiti ulteriormente. Resta l’assurdità della vicenda, l’enorme danno d’immagine per la Serie A. E il tema dei controlli di onorabilità e sostenibilità sui club di calcio. Un campionato che si rispetti non può permettersi di avere società senza una proprietà trasparente».