Hanno Detto
Fredberg dice la sua sul mercato: «Ripartire dopo anni difficili non è mai facile. Ecco qual è il nostro obiettivo»

Fredberg ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali blucerchiati dove ha parlato della propria esperienza nel mercato invernale
Jesper Fredberg, Ceo sportivo della Sampdoria, ha parlato del mercato invernale e del lavoro fatto dal club in un periodo di difficoltà. Fredberg ha anche spiegato che il mercato di gennaio rappresenta una risposta alle difficoltà iniziali, con il club che ha cercato di fare operazioni concrete, ma anche di guardare al futuro.
Fredberg sugli acquisti e sull’approccio a lungo termine
ESTATE – «Penso che l’esperienza di quest’estate sia stata sicuramente un’estate difficile. Abbiamo anche iniziato tardi a lavorare, quindi la preparazione non è stata ideale per mettere insieme una squadra. Abbiamo sicuramente fatto il meglio che potevamo. Ovvio che col tempo capisci quali innesti funzionano meglio e quali no, perché l’importante è cercare di rafforzare questa squadra e aiutarla il più presto possibile. Anche il messaggio a livello di proprietà è stato quello di essere aggressivi ed è esattamente ciò che abbiamo provato a fare.».
LUNGIMIRANZA – «Abbiamo lavorato per il presente, ma anche inviato un segnale chiaro per il futuro. Questo mercato è la nostra risposta, anche alla luce delle difficoltà iniziali».
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ESPOSITO – «Per noi è importante anche mandare questo segnale di voler costruire non solo a corto termine, ma anche a lungo termine. Esposito è proprio un esempio di di questo segnale che vogliamo dare. Diciamo che c’è anche un equilibrio tra trovare giocatori nuovi, affamati e giocatori, diciamo, che sono qua temporaneamente anche a livello permanente, soprattutto avere anche nuovi giocatori che siano affamati e giovani».
MOTIVAZIONI – «Diciamo che è sempre più facile dare dei giudizi dopo che che le cose avvengono. Adesso conosco molto meglio il club, la squadra, in generale ci conosciamo tutti meglio e ovviamente così è più facile avere un’organizzazione migliore, soprattutto prepararsi in modo migliore per la finestra di mercato. Quest’estate è stata molto molto difficile, un periodo anche molto difficile nella nella mia carriera. Ovviamente il passato non si può cambiare. Eh, la risposta è ovviamente questa finestra di mercato che è anche stata causata dal fatto che la stagione non è iniziata bene e ovviamente abbiamo deciso di rispondere con aggressività su questo mercato».
SETTORE GIOVANILE – «Questa nel settore giovanile hanno sicuramente fatto un buon lavoro relativamente a questa finestra di mercato. È importante rafforzare la primavera, sia per aiutare la prima squadra e permettere anche ad Andrea di avere prospetti importanti da portare in prima squadra, ma soprattutto per rafforzare anche la la mentalità vincente del settore giovanile».
VOLTARE PAGINA – «Ripartire dopo anni difficili non è mai facile, soprattutto per un club come la Sampdoria, che ha vissuto tante sconfitte. Ora c’è una nuova cultura, e i nuovi giocatori portano con sé un’energia positiva. Il nostro obiettivo è che i tifosi siano orgogliosi di essere sampdoriani. Vogliamo dar loro qualcosa di più, e il mercato di gennaio lo dimostra».
SU BARAK – «Onestamente sono d’accordo con Andrea, ma ovviamente abbiamo altre aspettative per tutti, soprattutto per i giocatori. Io penso che anche Barak stesso abbia alte aspettative per se stesso che magari fino ad ora non è riuscito a compiere al 100%. Eh il nostro lavoro mio, di Andrea e di tutta la squadra con cui lavoriamo, è di creare una squadra competitiva eh con nuovi giocatori che possono dare anche competitività tra di loro. Ovviamente gli allenamenti saranno sempre più intensi e da questo punto di vista i nuovi innesti ci aiutano molto».
RICCI – «Sì, sono d’accordo con Andrea. Chiaramente ci sono alte aspettative per Brunori per quello che ha dato nel passato, perché è un grande giocatore. Ovviamente adesso sta allo staff trovare appunto la posizione corretta dove gioca meglio, ma anche a lui stesso di di adattarsi».
NUOVO AMBIENTE – «È sempre difficile quando hai degli anni alle spalle, come sono stati quelli della Sampdoria negli ultimi anni, soprattutto perché va un po’ anche a influenzare la cultura, anche se magari non non te ne rendi conto, considerate tutte le sconfitte che ha subito questa squadra. Ovvio che i nuovi giocatori sicuramente portano un ambiente migliore e questa è stata proprio la nostra aspirazione durante questa finestra di mercato».
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