Inter-Sampdoria, Giampaolo: «Questi non sono i nostri principi di gioco»

giampaolo sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Inter-Sampdoria, Giampaolo: «Ci poteva scappare il 3-3, ma abbiamo concesso ripartenze. Skriniar straordinario»

Al termine della sconfitta per 3-2 contro l’Inter, il tecnico della Sampdoria Marco Giampaolo è intervenuto ai microfoni di Sky Sport: «C’è da dire che, anche a detta di alcuni dirigenti e giocatori dell’Inter, i nostri avversari abbiano giocato il primo tempo migliore degli ultimi 5 anni. Abbiamo concesso ripartenze in cui la nostra linea è stata costretta ad arretrare sempre: bisogna dare pressione lì davanti, perché se recuperiamo palla nella nostra area è lungo ad arrivare dall’altra parte. Dopo la partita si è aperta, Kownacki e Caprari sono brevilinei ed esplosivi: alla fine poteva scapparci anche un clamoroso 3-3, sono cambiate le caratteristiche dei giocatori in campo». Oltre alle sostituzioni, sono state fondamentali le parole di Giampaolo nell’intervallo per dare una svolta alla gara: «Ai ragazzi ho detto che stavamo giocando con princìpi che non erano i nostri: volevo morire al 90′, ma con i nostri princìpi di gioco. Sono stati bravi anche quelli che sono subentrati – chiarisce Giampaolo – però quella è la Sampdoria che voglio vedere: poi puoi anche perdere per merito degli avversari. Non siamo partiti male, abbiamo concesso tante nelle seconde palle e sulle piccole cose che poi spostano l’inerzia di una partita: una buona posizione in campo, sommata ad altri dettagli, fanno perdere fiducia all’avversario. Anche sul primo gol potevamo far meglio, abbiamo perso palla sulla trequarti: l’atteggiamento che la Sampdoria deve avere è quello del secondo tempo. I tre davanti sono determinanti per noi, se si muovono bene loro ci muoviamo bene tutti». Un’ultima battuta su Milan Skriniar, ex difensore blucerchiato che oggi ha anche segnato il suo primo gol in Serie A. L’evoluzione esponenziale dello slovacco non è cosa nuova per Giampaolo: «E’ un giocatore straordinario, un ragazzo silenzioso che non butta mai via un allenamento: non parla ma c’è – ha concluso il tecnico – ed è di un’umiltà strepitosa».