Gli UTC non ci stanno: lettera a Timossi

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Gli Ultras Tito non ci stanno. E come spesso accade, scrivono. Lo storico gruppo della tifoseria blucerchiata ha pubblicato sul suo sito ufficiale una lettera di risposta a Giampiero Timossi, caporedattore allo sport de Il Secolo XIX. La tifoseria organizzata blucerchiata, nella sua totalità, non è nuova a prese di posizione di questo tipo e non solo, verso il quotidiano genovese, accusato più volte di essere più vicino agli indesiderati cugini.

TIMOSSI:LA PENNA DAI MESCHINI PENSIERI

Gentilissimo Sig.Timossi,

leggiamo con disgusto l’articolo da lei scritto sul “giornale” il SecoloXIX di lunedì 8 aprile (per leggere l’articolo cliccare qui) e le rispondiamo con gli stessi toni con i quali lei si permette di etichettarci come una tifoseria imbarazzante, costituita da gente che si vende una sconfitta del Doria come una vittoria contro il Genoa, la squadra dietro alla quale ci sono retroscena ben più imbarazzanti e che lei continua a oscurare.

Lei cita un atteggiamento “nobile” da parte della sua squadra del cuore, perché è ormai ben nota la sua fede calcistica visto che proprio lei l’ha più volte esternata (non dimentichiamo i suoi patetici articoli che narravano di una “festa” rossoblu realizzata meschinamente sulla retrocessione della Sampdoria). Sig. Timossi, forse è meglio che prima di sputare sentenze lei si facesse una bella analisi dei fatti e che, se si prende il lusso di dare giudizi, quanto meno eviti di paragonare la nostra realtà alla vostra meschina storia di pseudo spasimanti del calcio pulito. Da quale pulpito non si capisce proprio dato che, per restare solo agli ultimi anni, le vostre storie di calcioscommesse, partite truccate ed evasioni fiscali hanno fatto il giro del mondo, per non parlare di un passato contraddistinto da gioie dovute a nostre disgrazie.

Detto questo, la Sampdoria non è ancora salva, la Sampdoria domenica doveva vincere, e ora deve affrontare una partita difficile, deve vincere il derby per avvicinarsi e tagliare il traguardo di quei maledetti 40 punti, deve correre, sudare, lottare e fino ad allora noi lotteremo con lei.

Troviamo inconcepibile, per nostra natura, che a qualcuno sia venuto in mente di “voler” perdere contro il Palermo, come si evince da quell’unico due aste che lei ha subdolamente (..è inutile voi genoani siete fatti così..) sbattuto in prima pagina amplificando il gesto di due singole persone, così come troviamo inammissibile che a fine partita buona parte dello stadio abbia fischiato.

Ovviamente il fatto che la gradinata abbia applaudito è stato sottolineato da lei come un gesto di gaudio per la sconfitta e non come doveva essere interpretato, e come è avvenuto più volte passando sempre in sordina: la gradinata ha applaudito per incitare la  squadra, per spronarla a non mollare, per incitare quei 23 giocatori, l’allenatore e la dirigenza a non abbassare la guardia.

Signor Timossi, anche se le risulterà difficile capirlo, per noi, sopra ad ogni altra cosa al mondo, c’ è l’Unione Calcio Sampdoria. Così è e cosi sarà, sempre.

Qualche tempo fa abbiamo detto “noi non applaudiamo i gol degli avversari” quindi noi non gioiamo alla vittoria del Palermo. Non dimentichiamo quello che è successo due anni fa, ma prima viene la Sampdoria poi tutto il resto.

Domenica sarà una partita fondamentale per noi: vogliamo vincere prima per tirarci fuori dalla zona grigia della classifica, vogliamo vincere perché amiamo la Sampdoria. Sapere che ciò vorrebbe dire spingervi nel buio più profondo non fa che rafforzare ulteriormente la nostra sete di vittoria, Sig.Timossi.

Certi che i suoi articoli non cambieranno mai formula e che il giornale di cui fate parte non resterà altro che carta straccia da bar, ci limitiamo a smentirla augurandole che un altro bicchiere di rabbia si aggiunga ai tanti già ingurgitati nella sua vita.

Ultras Tito Cucchiaroni

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