Di Francesco contro tutti: «Non è la partita della vita»

Di Francesco conferenza stampa
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Hellas Verona-Sampdoria, le parole del tecnico blucerchiato Di Francesco alla vigilia del match: «Non è la partita della vita»

HELLAS VERONA-SAMPDORIA: LE FORMAZIONI

Dopo la sconfitta casalinga contro l’Inter, la Sampdoria affronta l’Hellas Verona nel match valido per la settima giornata di Serie A. Il tecnico doriano Eusebio Di Francesco presenta la sfida in conferenza stampa:«Devo dire che la squadra lavora sempre bene, ma ci sono tanti aspetti che determinano le gare. Dobbiamo essere bravi a rimanere in partita davanti a tutte queste situazioni. L’aspetto mentale è fondamentale nel preparare una partita. Per questo è importante approcciarsi a questa gara nella maniera giusta. Non è la partita della vita e non dobbiamo mettere troppo peso su questa gara. Va giocata con attenzione».

«Io guardo alla mia squadra, ma il Verona ha fatto un ottimo avvio di campionato. È rimasta sempre in partita anche nelle gare dove ha perso. Nell’ultima disputata ha anche meritato di vincere. Sappiamo di affrontare una squadra dove tecnicamente noi abbiamo qualcosa in più, ma loro a livello di convinzione possono avere qualcosa di più. Maroni? Non è convocato perché è ancora alle prese con il problema alla caviglia. In questa settimana abbiamo avuto bisogno di preparare la partita, per cui lui avrà maggiore considerazione a partire dalla prossima settimana. A parte Thorsby e Linetty che sono infortunati, gli altri sono tutti disponibili. Dovremo essere bravi a mettere insieme la testa con le gambe. Gabbiadini si è allenato, fa parte di quelli che possono giocare a partita in corso».

«Ogni allenatore fa le scelte per mettere la squadra nella condizione migliore per affrontare l’avversario di giornata. Ho cambiato spesso perché certe sicurezze non le abbiamo avute, parlo più di giocatori che di sistemi di gioco. Giocatori fragili o è la situazione che non aiuta? Nell’insieme generale sono ragazzi che devono essere guidati. Chi è leader si vede in campo, io cerco di aiutarli con qualche parola. È un percorso, ma credo che la strada sia questa. Il fatto che abbiamo delle fragilità è ovvio ma su questo si deve lavorare per migliorare di partita in partita. Difesa a tre o quattro? Se dobbiamo analizzare come abbiamo subito gol, il più brutto lo abbiamo preso quando giocavamo a quattro. Sulle situazioni di gioco ci sono interpretazioni sugli errori, stiamo cercando limare quei centimetri che possono diventare determinanti. Il problema non è la difesa a quattro o a tre, che poi alla fine difendi a cinque, importante è non perdere i contrasti. Dobbiamo avere il coraggio di accorciare in determinate situazioni di gioco».

«Mi dispiace non poter vedere le mie idee. È normale che, se sono bravo ad aggredire il gioco ma quando vado a contrasto vengo saltato, la catena di montaggio muore. Quando si vuole essere aggressivi e feroci diventa determinante non perdere i contrasti. Non bisognerebbe mai farsi schiacciare, ma difendere da centrocampo sarebbe meglio. Se si vuole osare, si può ma bisogna farlo con i tempi giustiTutti siamo in discussione. Fa parte del gioco. L’ho detto anche a fine partita. Sono intelligente e capisco le situazioni. Io devo dare il meglio di me stesso. Devo trasmettere le mie idee alla squadra. Quagliarella? Ha la voglia di cercare di migliorare. È il primo a non essere felice della situazione di classifica. Al di là dei gol deve dare un contributo generale alla squadra. È quello che gli ho chiesto. È normale che sono cambiate tante cose, bisogna tirarsi tutti su le maniche e fare meglio».

«Squinzi per me è stato una persona importantissima. Non è solo calcistico o professionale, ma proprio umano. Persona di altissimo livello. La sua presenza è stata costante e importante, anche quando non c’era lo sentivi. Credo che per me e per il Sassuolo la presenza della famiglia Squinzi sia stato importante».