L’Inter ci pensa, Torreira punta i piedi: «Non mi muovo»

Torreira Sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Il centrocampista della Sampdoria si racconta in un lunga intervista a Radio 1010 AM: dal mercato alla nazionale

È uno dei migliori centrocampisti della Serie A per palloni recuperati, distribuzione del gioco, ottima lettura di ogni partita e anche per i suoi gol. Con l’inizio del calciomercato è inevitabile che sia sulla bocca di tutte le grandi squadre d’Europa, ma Lucas Torreira punta i piedi e mira alla sua permanenza alla Sampdoria: «Sono in Italia da quattro anni e dopo due stagioni in Serie A la gente ha iniziato a conoscermi meglio, da quando la Sampdoria mi ha acquistato dal Pescara. Devo ringraziare il tecnico Oddo per avermi messo al centro dei mediani, davanti alla difesa. Una scelta che mi ha cambiato la vita, permettendomi di esprimermi al meglio. Ovviamente è fondamentale la presenza della mia famiglia fuori dal campo, senza i miei parenti non potrei essere felice. Da quest’anno ho inoltre la fortuna di giocare con Gaston Ramirez, che è nato nella mia stessa città e in Uruguay è considerato una bandiera. Siamo in una squadra molto importante in Europa e il pubblico è fantastico, ci sostiene sempre. Per noi è molto bello sentirci apprezzati».

«La scorsa stagione non ho potuto avere molto spazio in avanti, ma ora la squadra si conosce alla perfezione e mi viene chiesto di portare palla, giocando spesso fino all’area di rigore avversaria. L’allenatore mi sta dando molte opportunità, il mio modo di propormi aiuta molto i compagni. Sento fiducia in me grazie ai gol, dunque quando ho l’occasione provo a calciare verso la porta – continua Torreira ai microfoni di Radio 1010 AM. Sono alto 1,67 metri e il calcio italiano è molto fisico, ma conto sulla compattezza della squadra per recuperare e giocare nuovamente i palloni. Poi io gioco di prima, cerco di fare meno tocchi possibili e servire gli attaccanti, come mi chiede il tecnico. Abbiamo giocatori molto forti in attacco e siamo guidati da un tecnico che ci insegna un’idea di gioco ben precisa. Quagliarella è esperto, quando hai gente di questo tipo e risultati favorevoli è più facile continuare sulla strada intrapresa. Come è successo contro la Juventus, per esempio. Per non parlare del presidente, una persona buona e affezionata al club, ogni volta che segniamo le telecamere lo inquadrano per le sue esultanze. Mi fa spesso i complimenti per i miei miglioramenti sul campo, sono veramente felice di dove sono e ho un contratto molto lungo che mi lega al futuro della Sampdoria. Ciò che conta, però, è il presente e sono molto concentrato. Mi ispiro a Pjanic, Verratti e Biglia, mi piacciono parecchio».

Su una sua possibile convocazione con la nazionale uruguaiana glissa: «Si parla tanto di questa cosa, preferisco evitare ulteriori commenti. Ovviamente sogno di vestirne la maglia un giorno, cerco di giocare bene alla Sampdoria per mettere in difficoltà il commissario tecnico. Manca ormai poco all’inizio del Mondiale, penso comunque di poter dare una mano anche alla nazionale. L’Italia? È difficile per me giocare per un altro paese, però non posso sapere cosa accadrà».