L’AIC tuona: «Cambiare struttura al calcio italiano». E il fondo…

Emergenza Coronavirus serie a partite
© foto www.imagephotoagency.it

Il vicepresidente dell’AIC Calcagno: «Dobbiamo cambiare struttura al nostro calcio». Sì al fondo solidaristico

Intervistato da Milano Finanza, il vicepresidente dell’AIC Umberto Calcagno ha parlato della ripresa della Serie A e del calcio italiano in generale, non nascondendo alcune intenzioni future.

RIPRESA – «L’importante è riprendere a giocare, ovviamente garantendo la sicurezza necessaria. Solo così si può pensare di tamponare la crisi che si è venuta a creare. Poi però bisogna cambiare la struttura del nostro calcio – ha sottolineato il numero due dell’AssoCalciatori -. Il calcio italiano è quello che tra i principali Paesi europei distribuisce meno ai più piccoli. Sia in termini di quanto la Serie A retrocede alle divisioni inferiori: e sia per quel che concerne la forbice tra quanto incassano i top club e le società piccole in Serie A».

TAGLIO STIPENDI – «Posso capire che i top club possano chiedere la sospensione di alcune mensilità a star milionarie, ma noi abbiamo società minori che vogliono che i propri dipendenti si taglino almeno due mensilità su quattro. Quando per chi guadagna 2.500 euro al mese non percepire una mensilità è un sacrificio già non da poco. Sicuramente daremo vita a un fondo solidaristico insieme con la FIGC e spero che possano aderire altre componenti del calcio come le leghe di Serie A e B», ha concluso Calcagno.