Lega Serie A, il dg Brunelli: «Samp e Genoa piacciono alle tv»

gradinata sud sampdoria tifosi
© foto Valentina Martini

Il dg della Lega Calcio Brunelli: «Sampdoria e Genoa piacciono alle tv, al “Ferraris” sempre un bel colpo d’occhio»

La Serie A si divide tra favorevoli e contrari, alla notizia dell’acquisizione dei diritti televisivi da parte del colosso spagnolo Mediapro. Dalla prossima stagione, più “calcio spezzatino” con il passaggio da 5 a 8 fasce orarie in cui si giocherà sui campi italiani. Il dg della Lega Calcio Marco Brunelli, intercettato dai microfoni di Primocanale, si è espresso così a riguardo: «All’estero da anni hanno “lo spezzatino” e gli stadi sono pieni. Anche da noi la partita delle 12.30, che suscitò molte polemiche quando venne introdotta, in realtà negli ultimi anni ha avuto una crescita di pubblico. In questa stagione siamo soddisfatti, perché l’aumento tra paganti e abbonati è superiore al 10%, che rispetto al trend delle ultime stagioni è un dato confortante. Probabilmente – prosegue – questo dimostra che gli orari televisivi c’entrano poco con le presenze, forse sono molto più importanti la qualità e la facilità di accesso agli impianti o la bellezza dello spettacolo che si va a vedere».

E, in termini di bellezza, la Sampdoria ha poco da invidiare alle concorrenti. Calcio-spettacolo in campo, tifoseria eccezionale sugli spalti: «Posso confermare che mettere in anticipo o posticipo già adesso le partite delle due genovesi piace alle televisioni, perché il colpo d’occhio che ha il “Ferraris” è di assoluto rispetto. Appeal televisivo e presenze allo stadio non solo non sono in antitesi, ma, anzi, sono uno il driver dell’altro». Inoltre, con i nuovi orari, i club aumenteranno i propri introiti: «E’ evidente che giocare in orari sfalsati garantisce maggiore visibilità, e questo è comunque un vantaggio per tutti. Tra i criteri di ridistribuzione dei diritti tv, infatti, ci sono anche gli ascolti televisivi, che, direttamente o indirettamente, saranno incrementati dal fatto di non avere spesso altre squadre che giochino in contemporanea», ha concluso Brunelli.