Mancini: «Serie A, che caos. Nel calcio pochi contagi»

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Il ct della nazionale Mancini: «Ho preso l’Italia quando non la voleva nessuno. Serie A? Che caos, ma spero riprenda»

Il ct dell’Italia Roberto Mancini è intervenuto sulle frequenze di Roma Radio per parlare della della sua Nazionale e della possibile ripartenza del calcio.

LOCKDOWN «Sicuramente si sta meglio oggi di venti giorni fa. Stare senza libertà per tanto tempo non è semplice. Questo ci ha fatto soffrire. Ora piano piano sta finendo e la speranza è questa. Mi è mancato il lavoro prima di tutto. Avremmo dovuto giocare due partite importanti in Inghilterra e Germania dopo mesi che non ci vedevamo. In questi giorni, invece, sarebbe iniziato il ritiro per gli Europei».

ITALIA – «I ragazzi sono stati bravi da subito. Quando ci siamo trovati all’inizio ho detto loro cosa pensavo e che quindi l’Italia non poteva non avere giocatori bravi. In cent’anni di storia non è mai successo. Alcuni oggi sono ancora un po’ giovani, ma ho chiesto loro se fosse possibile fare qualcosa di speciale e i ragazzi sono stati super, trovando anche un buon feeling tra di loro. Abbiamo sfruttato la Nations League anche per capire chi poteva stare nel giro della Nazionale. Il merito va a loro perché chi ha giocato a calcio sa che le partite, anche se scontate, poi vanno vinte, e non sempre succede. Noi volevamo fare qualcosa di diverso e speriamo di continuare a farlo. Italia favorita? Penso che ce la saremmo giocata con tutte le altre squadre che sono più avanti di noi. La Francia è giovanissima e campione del mondo. Sarebbe stato difficile per tutti batterci. Avremmo avuto delle buone chance. In questo anno spero migliorino molti giocatori».

IL RUOLO DI CT – «Nessuno lo voleva e io ho detto di sì (ride, ndr). C’era il timore di una situazione non rosea. Venivamo da una qualificazione non centrata ai Mondiali – ricorda Mancini – ma il calcio è fatto anche di momenti difficili. Bisogna credere nelle qualità dei giocatori e dare fiducia a quelli più giovani».

SERIE A – «Io non vorrei dire nulla, ma mi sembra che ci sia un gran caos. Se dovessi parlare da ct della Nazionale, direi che spero si chiuda tutto qui per ricominciare con calma la prossima stagione. Il prossimo anno ci saranno una serie infinite di partite e potrebbero arrivare stanchi i giocatori. La mia speranza, tuttavia, è che si possa riprendere».

NUOVO CALCIO – «Non è facile, ma penso questo: mi sembra che nel calcio ci siano stati veramente pochi giocatori che sono stati infettati dal Coronavirus. Questo significa che non è così semplice infettarci tra di noi giocando all’aperto. Io spero che le mascherine scompaiano al più presto. Certo è diverso il calcio senza pubblico, è un calcio un po’ particolare. Qualche infortunio di troppo ci sarà e il ritmo sarà come quello della Bundesliga e quindi basso. Magari con il passare del tempo si ritroverà la condizione».