Mantovani annuncia: «Vi dirò della cessione. Il derby? È un danno»

enrico mantovani
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Mantovani rompe il silenzio: «Cessione? Tra poco uscirò dal silenzio stampa. Il derby lo vivo male, spero lo decida Praet»

Con i suoi tweet ha incendiato i tifosi della Sampdoria in merito alla cessione della società blucerchiata al gruppo guidato da Gianluca Vialli, attirandosi anche le ire del presidente doriano Massimo Ferrero. Enrico Mantovani, dopo essersi guadagnato l’appellativo di “Twittaro Veggente” non ha più fornito aggiornamenti sulla trattativa, ma continua a sperare in un esito positivo delle negoziazioni: «In questo momento sono a Londra e posso confermarlo, ma non sono qui per la questione del cambio di proprietà di cui si parla molto anche a causa mia. La vicenda del “Twittaro Veggente” è legata ad una cosa che ha detto Ferrero. Io a suo tempo avevo preannunciato Montella, Zenga ma anche il suo insediamento. Quando in conferenza stampa gli chiesero come mai Mantovani avesse anticipato il suo arrivo, chiedendo se fosse lui a informarmi personalmente, Ferrero rispose che sono un veggente. Recentemente mi ha definito “Twittaro”, e ho messo insieme le cose».

Le cose potrebbero però cambiare a breve: «Adesso mi sono autocensurato per quanto riguarda i commenti – ha continuato l’ex presidente a Calciomercato.com -, e ancora per un po’ rispetterò questo silenzio. Però poi, dato che la censura me la sono imposta da solo, tra qualche giorno uscirò dal silenzio stampa. Quindi non voglio ancora aggiungere altro. Unica cosa che mi sento di dire è che se dovesse andare in porto sarei felicissimo per tutti quanti. Anche per Ferrero, che farebbe un affare. Un mio coinvolgimento nella trattativa? Non credo che ce ne sarebbe bisogno, considerando le persone di cui si parla. Se poi si presentasse una necessità, l’ho già fatto prima e sarei disponibilissimo a rifarlo, la Sampdoria fa parte della storia della famiglia da tanto tempo. Se mai ce ne fosse bisogno, c’è tutta la disponibilità. Ma questo è un discorso che al momento non voglio fare. Andiamo avanti così e vedremo cosa succederà. Per quanto riguarda il possibile acquisto del Palermo da parte di York Capital, la possibilità che vengano acquistate entrambe le società non è plausibile, o l’una o l’altra. Il Palermo potrebbe anche essere l’alternativa di Ferrero, vedremo…».

Fra due giorni si giocherà il Derby della Lanterna, ma Mantovani non sembra cedere alla scaramanzia quando gli viene chiesto un pronostico: «Vado controcorrente, perché non sono scaramantico. Stiamo facendo un campionato superiore a quello del Genoa, abbiamo più punti, quindi siamo chiaramente favoriti. Speriamo che il risultato rispecchi i valori espressi nella stagione. È verissimo che talvolta nel derby purtroppo le gerarchie vengono azzerate, ma speriamo che non sia questo il caso. Chi lo deciderà? A me il primo nome che viene sempre in mente è quello di Praet, perché se lo merita. Lui come anche Linetty. Visto che davanti ad esempio Quagliarella le sue reti le ha già realizzate, preferirei fosse qualcun altro a segnare. In realtà poi mi basterebbe che qualcuno facesse gol, anche un autogol non sarebbe male. Ancora meglio all’ultimo minuto».

Si passa quindi a considerare i giocatori che più hanno deluso e che più hanno esaltato Mantovani e il popolo blucerchiato nella storia dei derby: «È una domanda difficile, perché vista l’età ho una pessima memoria. Forse in negativo potrei dire Montella che una volta sbagliò un rigore, era appena arrivato dal Genoa. Però a parte quell’episodio lì, non c’è uno che mi abbia stupito in negativo. In positivo potrei citare il gol di Maraschi, anche se all’epoca non eravamo ancora alla Samp – correva la stagione ’73-’74 ndr. Da persona più adulta però devo dire che durante il derby comprendo molto poco, per me il derby è un danno. Divento poco lucido, perché vincendo guadagni 10 punti, se perdi ne perdi 100. Il derby, devo essere sincero, non mi diverte. Da sampdoriano dovrei dire il contrario, dato che ne abbiamo vinti molti di più, ma mi disturba terribilmente perderlo».

Impossibile, infine, non citare papà Paolo Mantovani quando si parla di derby e di grandi vittorie: «Un ricordo di papà legato al derby è abbastanza semplice. Spesso viene trasmessa anche in tv l’immagine di papà allo stadio quando segnò Roselli, proprio alla fine della partita. Quello che mi fa specie, oltre alla gioia di vedere papà circondato dai tifosi, è che quando grida il nome di Roselli lo fa con questo accento genovese che non aveva mai avuto. Lui era romano, e non aveva alcuna cantilena. Gli veniva soltanto quando si arrabbiava, pochissime volte. Se lo andate a riascoltare in quell’occasione invece lo sentite proprio distintamente, è incredibile, sembra proprio un genovese “doc”. Rituali particolari prima della stracittadina? C’è un altro aspetto che è comune a tutti noi in famiglia e il sentiero lo ha tracciato sempre papà. Noi il derby fuori casa non lo andiamo mai a vedere allo stadio, perché è come entrare in casa propria e trovare qualcuno che ti indica dove sederti. Ci dà proprio fastidio. Fossi abbonato in Sud, andrei ugualmente, perché sei nel tuo ambiente e ti comporti come ogni domenica. Ma essere “ospitato” in casa propria – ha concluso Mantovani –, quello assolutamente no».