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Mantovani: «Thorsby meglio di Katanec. Spalletti alla Sampdoria? Ecco perché lo esonerai»

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Enrico Mantovani, ex presidente della Sampdoria, ha parlato della possibilità di vedere Thorsby al Napoli e dell’esperienza con Spalletti

Enrico Mantovani, ex presidente della Sampdoria, ha parlato della possibilità di vedere Morten Thorsby al Napoli e dell’esperienza di Luciano Spalletti in blucerchiato. Le sue dichiarazioni a calcionapoli24.it.

SPALLETTI ALLA SAMP – «Spalletti? L’idea nasce da un azzardo, prendere un allenatore giovane da una società come l’Empoli con poca esperienza e giocatori di un certo livello poteva essere rischioso. Però nel calcio accade, l’esempio è Sarri dall’Empoli al Napoli. Avevamo delle certezze sulle qualità di Spalletti, aspettavamo venissero messe in pratica con una squadra reduce da grandi stagioni. Per me Spalletti fece davvero bene, per quanto ad un certo punto della stagione lo esonerai: la squadra sembrava non volerlo seguire, forse era dovuto al fatto che il gruppo dei senatori la vedeva in un modo diverso. Quando lo allontanai, ed i risultati non cambiarono, avevo carta bianca per poterlo riprendere e con lui facemmo un campionato eccezionale. Io penso che l’esperienza di Spalletti alla Sampdoria sia stata positiva per entrambi».

CARATTERE – «Il mister è cambiato negli anni dal punto di vista caratteriale? Ritengo che sia anche un discorso da persona a persona, ho avuto modo di conoscere Totti e non posso che parlarne bene: però non discuto ciò che è successo tra Totti e Spalletti a Roma, è chiaro. Mi è capitato di parlare di determinati personaggi e c’è gente che ne parla male e gente che ne parla bene. Sono questioni caratteriali che variano da persona a persona».

THORSBY AL NAPOLI – «Thorsby accostato al Napoli? Mi trovavo in un negozio della Sampdoria dove c’era questo ragazzo che mi chiedeva se fossi un tifoso: era un giornalista che faceva domande su Thorsby (ride, ndr). Per me di testa è impressionante, più forte di Srecko Katanec che era il centrocampista della Sampdoria dello scudetto. Non è uno di quei talenti assoluti, per carità, ma ha delle doti pazzesche ed è ovunque sul terreno di gioco».

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