Mesbah nostalgico: «Fu la Samp a tagliare. Sento Eder e Okaka»

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L’ex Mesbah ricorda il periodo alla Sampdoria: «Con Mihajlovic scattò la scintilla, poi la società di decise di non continuare. Sento spesso Eder e Okaka»

Non ha lasciato un gran ricordo di sé alla Sampdoria, Djamel Mesbah, arrivato nell’estate del 2014 dal Livorno in una squadra che si ritrovò a lottare per l’Europa League, conquistandola a fine stagione. Se nel campionato successivo, con Walter Zenga prima e Vincenzo Montella dopo, l’ex terzino blucerchiato ha cominciato a sedersi in panchina per poi essere relegato ai margini della squadra, con Sinisa Mihajlovic ha sempre avuto un buon feeling e il posto da titolare assicurato, o quasi: «A Livorno c’è stato il rilancio e attirai su di me le attenzioni di mercati esteri, come quello messicano o quello legato ai ricchi paesi arabi. Tuttavia, non me la sentii di accettare quelle offerte, anche perché i miei figli erano piccoli e preferii non sottoporli ad un cambiamento di vita così. Successivamente andai alla Samp – ricorda l’algerino ai microfoni di Sky Sport – dove con Mihajlovic scattò la scintilla: apprezzo molto Sinisa, sia come uomo sia come allenatore. Purtroppo la dirigenza decise di non continuare insieme». 

Di quell’esperienza alla Sampdoria, a Mesbah è rimasto ancora qualcosa in termini di affetti: «Sento spesso Okaka e Eder. È bello aver creato amicizie vere in un mondo particolare come quello del calcio». Dopo Genova, ecco il trasferimento a Crotone, dove rimane una stagione e conquista una sudata salvezza. A luglio scorso avviene il trasferimento in Svizzera, al Losanna, ma l’avventura col nuovo club non decolla e a fine ottobre, svincolato, Mesbah è nuovamente in cerca di una squadra. Il sogno, adesso, è quello di tornare in Italia: «Mi manca tantissimo il calcio – ammette il difensore – e in questi 3 mesi di inattività mi sono ricaricato, non vedo l’ora di ricominciare! Voglio dimostrare che non sono morto. A 33 anni posso dare ancora tanto. So che intorno a me c’è l’interesse di diverse squadre, anche se non c’è ancora nulla di concreto, ma sicuramente voglio tornare in Italia, in Serie A o Serie B. Ma per il Lecce… accetterei anche la Serie C. È la piazza a cui sono rimasto più legato e lì è nato mio figlio».

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