Mihajlovic e il mancato addio alla Samp: «Con la Juve era tutto fatto, poi…»

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Mihajlovic compie 50 anni e riavvolge il nastro della sua carriera: la panchina della Juventus solamente sfiorata ai tempi della Samp e la classifica dei derby vissuti

L’infanzia in povertà, tormentata dalla guerra, gli allenamenti sui campi di quartiere, il tanto bramato successo e l’approdo in Italia. L’ex difensore e allenatore della Sampdoria Sinisa Mihajlovic, attualmente sulla panchina del Bologna, festeggia oggi il suo 50esimo compleanno. Per l’occasione, il tecnico serbo ha concesso a La Gazzetta dello Sport una lunga intervista in cui ha ripercorso varie tappe della sua vita, fra ricordi del passato ed emozioni del presente.

Tante le città in cui la carriera da calciatore lo ha portato a giocare e a vivere, tutte caratterizzate da un forte sentimento di rivalità sportiva e da derby spettacolari: «Quello di Belgrado non è paragonabile a nessun altro, è molto di più di una partita. L’atmosfera del Marakanà è qualcosa che non si può spiegare. Quello di Milano è la nobiltà del calcio. A Roma è sfottò tutto l’anno: ai miei tempi la Lazio era un album di figurine: solo in difesa io, Stam, Couto, Nesta… In attacco la Roma aveva Totti, Batistuta, Montella e Delvecchio. Auguro a Roma di rivedere tutti insieme giocatori così. A Genova le coreografie più belle. A Torino vibra la voglia granata di ribaltare le gerarchie».

A proposito dell’esperienza all’ombra della Lanterna, Mihajlovic ricorda quando sfiorò solamente la panchina della Juventus. Era il 2014 e le voci di un suo addio alla piazza blucerchiata avevano fatto scoppiare il caos: «La Juve mi chiamò l’ultimo anno di Conte, andai nella residenza degli Agnelli con Marotta e Nedved. Era tutto fatto. Ma alla fine Conte decise di restare. Salvo dimettersi due mesi dopo. Io ero rimasto alla Samp e a Torino è andato Allegri… L’Inter negli anni l’ho sfiorata così tante volte che ho perso il conto». Un addio che, tuttavia, fu solamente rimandato al termine della stagione successiva, quando il serbo decise trasferirsi al Milan.