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Mondiale: la Francia può replicare in Qatar?

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La Francia si presenterà in Qatar con la patch sul petto che ricorderà a tutti chi è la campionessa in carica.

La nazionale francese è davvero ben strutturata in ogni reparto, non solo con i calciatori che partiranno da titolari: anche le riserve pronte a subentrare dispongono di tanto talento che, nelle rotazioni, la differenza si noterà pochissimo o forse neanche ci sarà modo di notarla. Le teoriche “riserve” della Francia sarebbero titolari inamovibili in quasi tutte le altre nazionali.

Questa pressione da gestire potrebbe essere un ostacolo per la Francia: la consapevolezza di essere la squadra da battere e la responsabilità di dover gestire avversari ancor più attenti e agguerriti del solito. Deschamps, più che sul piano tattico e tecnico, dovrà essere bravo a gestire i suoi sul piano psicologico. La consapevolezza abbinata all’umiltà potrebbe essere il mix giusto per raggiungere la terza stella.

Francia ai mondiali: il paradosso della scelta

L’unico intoppo che potrebbe presentarsi per Didier Deschamps potrebbe non rivelarsi un problema: la scelta troppo vasta. Questo fattore, analizzato a prima vista, fa quasi sorridere e risulta lecito pensare che sarebbe bello per una squadra di calcio avere sempre questo tipo di “problemi”.

Eppure, nonostante tutto, risulta molto scomodo essere costretto a selezionare solamente 23 giocatori quando il proprio paese fornisce opzioni valide almeno per il doppio dei posti disponibili. Deschamps dovrà essere bravo a chiamare qualche titolare che ha l’esperienza del mondiale vinto 4 anni fa, qualche giovane che sta infiammando i campi di tutta Europa e che ancora non ha avuto la possibilità di giocare un mondiale e, naturalmente, i giocatori più in forma.

La Francia, se non sta attenta, rischia di ritrovarsi in una situazione molto simile all’Italia. Mancini, infatti, per riconoscenza, si è affidato agli uomini che lo hanno portato in trionfo durante l’Europeo, ma quegli stessi uomini, magari fuori forma, lo hanno “tradito”.

Deschamps potrebbe avere la sensazione di seguire le stesse mosse sotto la filosofia del proverbio “squadra che vince non si tocca”, ma in un calcio come quello moderno è impossibile non rinnovare continuamente non solo gli uomini, ma anche gli schemi, le idee e le motivazioni.

Francia: una rosa da mondiale

La forza della Francia è quella di avere tantissima qualità in ogni reparto. A partire dalla porta: basta pensare che Maignan, probabilmente il miglior portiere del campionato italiano, verrà impiegato come semplice riserva, perché il posto da titolare spetta a Hugo Lloris, il capitano che ha alzato la coppa del mondo nello stadio Luzniki a Mosca nella finale contro la Croazia.

In difesa si hanno terzini di qualità in grado di garantire sia una solida copertura in fase difensiva che un grande contributo alla fase di spinta, grazie a piedi da centrocampisti e inserimenti da ali. Oltre alle rotazioni, terzini come Theo Hernandez e Pavard sono letali anche in zona goal. Il goal di Pavard contro l’Argentina, segnato nello scontro dello scorso mondiale, è uno dei ricordi più dolci di quella spedizione vittoriosa. Theo Hernandez, invece, lo si conosce bene vista la sua qualità a disposizione del Milan.

Il centrocampo bleus è un mix tra qualità e fisicità. Su tutti spiccano i nomi di Pogba e Kantè che incarnano perfettamente tutte le qualità richieste a un centrocampista moderno. Giocatori del genere sono in grado di fare tutto e la loro polivalenza è un’arma che permette alla squadra di scambiare continuamente le posizioni con ogni giocatore e, di conseguenza, si annullano i punti di riferimento per i difensori.

L’attacco è uno degli attacchi più forti mai visto a un mondiale di calcio. La stella principale è Karim Benzema. Viste le prestazioni da urlo dell’ultimo periodo, sia nel campionato spagnolo che in Champions League, i portali più importanti di pronostici sportivi e scommesse considerano il centravanti di Lione il principale favorito per il prossimo pallone d’oro.

Se Benzema è la stella affermata, quella nascente (anche se brilla già da un bel po’) è Kylian Mbappè. L’attaccante del PSG è un giocatore formidabile. Con la palla tra i piedi ha una tecnica talmente cristallina che gli permette di posizionare la palla dove vuole con una potenza devastante. Nel dribbling riesce a condurre il pallone a pochi millimetri dal piede, il tutto sostenuto a una velocità supersonica che incenerisce sul nascere le speranze dei difensori.