Obiang ricorda Mazzarri: «Fu il mio primo tecnico alla Samp. Inglese? Neanche io lo sapevo»

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L’ex blucerchiato Obiang incontrerà domani il Watford di Mazzarri: «Ci conosciamo bene, fu il mio primo tecnico alla Sampdoria. Con l’inglese…»

Pedro Obiang è uno dei calciatori della storia recente della Sampdoria che più è rimasto nel cuore dei tifosi. Trasferitosi due estati fa al West Ham in Premier League, l’ex centrocampista blucerchiato incontrerà domani pomeriggio una vecchia conoscenza della sua avventura italiana: mister Walter Mazzarri, ora alla guida del Watford, prossimo avversario degli hammers. «Conosco bene mister Mazzarri, l’ho incontrato la scorsa estate e mi aveva detto che sarebbe andato al Watford. Era preoccupato perché non sapeva parlare inglese – racconta al sito ufficiale del West Ham – ma l’ho consolato dicendogli che neanche io sapevo parlarlo appena arrivato qui. Gli piace la tattica, anche se questo può creare problemi se parli solo la tua lingua. Tuttavia, molti dei suoi giocatori capiscono o parlano l’italiano, perciò, anche se è difficile per lui farsi capire da tutta la squadra, può farlo direttamente o attraverso qualche traduttore». Il tecnico toscano è stato colui che per primo convocò Obiang in prima squadra: «Fu il mio primo tecnico alla Sampdoria quando avevo 16-17 anni, perciò io conosco lui e lui conosce me. Gli piace giocare sempre con il 3-5-2, e con lui siamo arrivati sesti e raggiunto la finale di Coppa Italia. E’ anche arrivato secondo in classifica vincendo la Coppa Italia sulla panchina del Napoli. Tatticamente è bravo, come la maggior parte degli allenatori italiani: non si prende molti rischi – spiega l’ex numero 14 doriano – quindi questo potrebbe giocare a nostro favore. Dal punto di vista della personalità mi piaceva. Non parlava molto ai giocatori, perché il suo assistente Frustalupi, che lo segue sempre, è una brava persona a cui piace parlare, ridere e dimostrare le cose, come fa Edin Terzic qua al West Ham. E’ davvero una bella esperienza per loro, perché non è facile venire qui in Inghilterra e fare bene già al primo anno».

 

 

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