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Osti Sampdoria, Grassani: «Accuse infondate, attendiamo il ricorso»

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L’avvocato Grassani ha fatto il punto sulla situazione su Osti, sospeso dalla Sampdoria in attesa del ricorso davanti al Tribunale di Genova

L’avvocato Mattia Grassani, intervenuto telefonicamente a Quelli che la Samp, ha esaminato la situazione di Carlo Osti. L’ex responsabile di tutte le aree tecniche della Sampdoria è attualmente sospeso e si attende che la società blucerchiata depositi il ricorso in cui richiede il licenziamento per giusta causa al Tribunale di Genova. Le sue parole.

OSTI – «È una situazione in cui Carlo Osti, in oltre trent’anni di carriera, non si è mai trovato. Conosco Carlo dagli anni 90′ per averlo incontrato negli stadi e nelle sedi di calciomercato. Non ha mai avuto bisogno di un legale perché è persona non litigiosa e sempre corretta. Potete immaginare come si senta dopo nove anni con la Sampdoria con un provvedimento di sospensione cautelare in attesa di conoscere le reali ragioni. Quelle che finora sono trapelate, a mio modestissimo parere, non sono le mancanze in cui Carlo Osti sarebbe incorso».

INASPETTATO«È assolutamente un fulmine a ciel sereno. La cronologia degli eventi, questa è storia non opinioni, ci dice che Carlo Osti, in scadenza di contatto, rinnova il 28 giugno con un biennale. Ma c’è un altro passaggio oltre le maggiori mansioni apicali che gli vengono attribuite. A luglio gli viene riconosciuta una integrazione dello stipendio per equipararlo all’altro direttore sportivo. Quindi è destinatario di due attività contrattuali negoziali che vanno in direzione opposta a quella che abbiamo oggi, ossia verso la gratificazione. Questi motivi disciplinari, l’inattività contestata sul mercato, sono paraventi che nascondono altro e andrebbero chiesti al presidente. Tutto si sarebbe aspettato Osti tranne che una sospensione cautelare in attesa di un ricorso al Tribunale del Lavoro per la gestione di un provvedimento di licenziamento. Stiamo parlando di un dirigente apicale a cui tra giugno e luglio è stata rinnovata la fiducia con un biennale, con aumento dello stipendio e che ai primi di settembre è diventato un indesiderato».

ADDEBITI INFONDATI – «Quando Carlo Osti mi ha presentato questa contestazione, la lettera della Sampdoria con le accuse di frattura con lo staff tecnico e inattività nell’ambito giovanile e del femminile oltre che del calciomercato, quello che gli ho detto è che siamo di fronte di qualcosa mai accaduti in ambito sportivo. Questi provvedimenti con questa cadenza vengono adottati quando ci sono situazioni di infedeltà, di macro violazioni, nelle quali il lavoratore viene preso con le “mani nella marmellata”. Quindi la risposta conclusiva è che mai mi era capitato assistere a fatti così poco concreti e impalpabili tenendo conto della persona di Carlo Osti. Gli ho detto che non ho nessun problema a rappresentarlo perché quanto sostiene la Sampdoria, per me, è totalmente infondato».

DANNO D’IMMAGINE«La Sampdoria ora deve presentare le carte davanti al Tribunale del Lavoro di Genova. In base a quello che ci sarà scritto e alle cose che verranno contestate è ovvio che c’è da tenere conto il profilo dell’immagine della persona. Certi addebiti possono essere fatti se ci sono prove e testimonianze che per ora non sono state esibite. Se il percorso sarà questo penso che ci sarà un consistente profilo per danno all’immagine».

TEMPISTICHE – «Quando la Sampdoria depositerà il ricorso al tribunale di Genova ci sarà una data abbastanza ravvicinata per la comparizione delle parti in prima udienza. In quella il Giudice del Lavoro farà già capire il suo orientamento e potrebbe lanciare degli input alle parti. La sentenza, fosse necessaria, non arriverebbe prima di 6-9 mesi, mentre dal deposito del ricorso alla prima udienza dovrebbero passare solo tre mesi».